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Attività parlamentare
 

Attività parlamentare

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21/06/2012

MOZIONE

N. 371 - Sfiducia al Presidente della Regione.


PREMESSO che la formazione del Governo regionale 'tecnico', costituito da personalità esterne ai partiti, è stato condiviso da una larga maggioranza parlamentare, in particolare dai Gruppi parlamentari del Partito Democratico, dell'UDC Unione di Centro, di Futuro e Libertà per l'Italia e dell'MPA Movimento per le autonomie - Alleati per il Sud, anche per dare vita ad una stagione riformatrice in grado di aggredire quei nodi strutturali che
ostacolano il processo di modernizzazione dell'Isola;

VALUTATO il progressivo deterioramento della capacità innovativa dell'azione di governo e le difficoltà crescenti ad attuare quelle riforme approvate dall'Assemblea regionale siciliana, che hanno ridotto l'azione del Governo della Regione a mera attività gestionale;

PRESO ATTO della decisione assunta unilateralmente dal Presidente della Regione di sostituire alcuni assessori con esponenti del mondo politico e parlamentare, mutando il profilo dello stesso Governo da tecnico ad elettorale, che, non solo contraddice l'esperienza sin qui attuata, ma appare distante dalle esigenze della Sicilia che vive un momento difficilissimo dal punto di vista economico e sociale, come tra l'altro recentemente
testimoniato da tutte le forze sociali e del lavoro dell'Isola;

VISTO l'art. 10 dello Statuto della Regione,

ESPRIME SFIDUCIA NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE.

Cracolici Antonino (PD), Adamo Giulia (UDC Unione Di Centro), Lupo Giuseppe (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Ardizzone Giovanni (UDC Unione Di Centro), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Dina Antonino (UDC Unione Di Centro), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Forzese Marco (UDC Unione DI Centro), Galvagno Michele (PD), Giuffrida Salvatore (UDC Unione Di Centro), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lentini Salvatore (UDC Unione Di Centro), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Nicotra Raffaele (UDC Unione Di Centro), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Ragusa Orazio (UDC Unione Di Centro), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD)

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13/06/2012

INTERROGAZIONE

N. 2635 - Iniziative in materia di gestione delle risorse idriche in Sicilia.


Al Presidente della Regione, premesso che con decreto del Presidente della Regione il 1° giugno è stato nominato un commissario presso l'ATO di Agrigento per la consegna degli impianti idrici ancora nella disposizione dei comuni e il 7 giugno eguale commissariamento è stato deliberato per la consegna degli impianti idrici di 11 comuni dell'ATO di Siracusa;

ricordato che:

presso la IV Commissione legislativa dell'ARS dal 21 marzo 2012 è in corso la discussione sui due disegni di legge, uno di iniziativa parlamentare e uno d'iniziativa popolare, per la ripubblicizzazione dell'acqua, culminato nell'accorpamento nel DDL nn. 461-373-501-553-642 BIS relativo a 'Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia', la cui trattazione è stata avviata in II Commissione il 5 giugno ultimo scorso;

tale esame fa seguito alla presentazione sulla materia di un disegno di legge d'iniziativa popolare che ha preceduto e si è fatto interprete del risultato del referendum nazionale che ha riaffermato la pubblicità del bene idrico;

la campagna a tutela di un bene comune così prezioso come l'acqua ha avuto e continua ad avere una diffusione ed una capacità di sensibilizzazione sull'opinione pubblica tale da definirsi straordinaria;

il livello di mobilitazione si è tenuto alto e con maggiore impegno in quelle realtà dove grande continua ad essere il bisogno di una giusta e corretta gestione delle risorse idriche;

in alcune realtà della Sicilia, parallelamente al lavoro messo in atto dalla rete dei movimenti per l'acqua, è in atto da mesi uno scontro fra gli amministratori locali e i soggetti gestori per non consegnare a loro le reti, gli impianti di distribuzione e gli impianti di depurazione;

l'ARRA, irritualmente, aveva già nominato commissari nei comuni che non avevano ancora consegnato gli impianti idrici, violando norme costituzionali che tutelano l'autonomia degli enti locali;

in alcuni comuni manifestazioni popolari hanno fisicamente impedito ai commissari mandati dall'ARRA d'insediarsi, determinando in qualche caso seri problemi di ordine pubblico;

in questo quadro l'ARS ha già approvato ordini del giorno che impegnavano il Governo della Regione ad intervenire per la sospensione dei commissariamenti disposti dall'ARRA;

osservato che:

nella legge finanziaria regionale del 2010, dove fu stabilito che in Sicilia l'acqua e la sua erogazione restassero al servizio pubblico, non hanno trovato ancora attuazione gli articoli 49 e 50;

nella nota di trasmissione del decreto del Presidente della Regione, di cui in premessa, viene allertata la Prefettura di Siracusa per la convocazione dei sindaci per la consegna degli impianti;

per sapere:

se il ricorso al Prefetto, come nel caso di Siracusa, non possa prefigurare un intervento manu militare per la consegna degli impianti;

se non ritenga opportuno revocare ogni atto di nomina dei commissari nelle province in cui gli amministratori locali si sono opposti fermamente alla consegna ai soggetti gestori degli impianti e delle reti di distribuzione, anche in considerazione del termine previsto da una norma nazionale per il 30 giugno per lo scioglimento degli ATO;

se intendano verificare rapidamente la procedura che consenta l'impiego di circa 800 milioni di euro, previsti nell'accordo di programma quadro, in direzione della infrastrutturazione idrica in Sicilia.

Marinello Vincenzo, Panepinto Giovanni

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17/04/2012

DISEGNO DI LEGGE

N. 895 - Sistema integrato dei servizi sociali e socio-sanitari nella Regione.


De Benedictis Roberto (PD), Cracolici Antonino (PD), Lupo Giuseppe (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD).

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17/04/2012

DISEGNO DI LEGGE

N. 894 - Natura giuridica delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Applicabilità degli articoli 16 e seguenti della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.


Oddo Camillo (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Donegani Michele (PD), Di Benedetto Giacomo (PD).

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17/04/2012

DISEGNO DI LEGGE

N. 893 - Apertura stagione venatoria 2012


Oddo Camillo (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Donegani Michele (PD).

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06/02/2012

DISEGNO DI LEGGE

N. 859 - Norme in materia di contenimento dei costi relativi alla riscossione.


Apprendi Giuseppe (PD), Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD) ,Panepinto Giovanni (PD) ,Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Caputo Salvino (PDL),

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26/01/2012

DISEGNO DI LEGGE

N. 847 - Modifica di norme a semplificazione delle procedure per concessione contributi per interessi su finanziamenti bancari e delle società di leasing in Sicilia.

Marinello Vincenzo
(PD), Cracolici Antonio (PD), Oddo Camillo (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Marziano Bruno (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Raia Concetta (PD), Speziale Calogero (PD).

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10/01/2012

INTERROGAZIONE

N. 2324 - Emanazione di apposita circolare in materia di spesa per la comunicazione e l'informazione pubblica.


All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che:

la spesa per la comunicazione e l'informazione pubblica deve ritenersi obbligatoria ai sensi dell'art. 127, comma 5, della legge regionale n. 2 del 2002 nel testo modificato dalla legge regionale n. 4 del 2003 (art. 139, comma 17) così recita: 'E' fatto obbligo a tutti gli enti di cui all'art. 1 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, di individuare, in sede di predisposizione dei bilanci annuali, un capitolo dedicato alle spese complessive per la comunicazione e informazione pubblica, in una percentuale inferiore al 2 per cento delle risorse generali';

la stragrande maggioranza dei comuni nella formazione dei bilanci di previsione del 2011 ha ignorato la disposizione sopra riportata;

per sapere se intenda intervenire con urgenza, in vista della formazione dei bilanci di previsione del 2012, con una circolare al fine di richiamare gli enti locali territoriali della Regione al rispetto della disposizione riportata in premessa con la precisazione che la spesa per la comunicazione e l'informazione pubblica è diversa dalla spesa per 'relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza', di cui all'art. 6, comma 8, del decreto-legge n. 78/2010.


Di Guardo Antonino (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Marinello Vincenzo (PD), Raia Concetta (PD).

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13/12/2011

INTERROGAZIONE

N. 2280 - Iniziative in favore dei soggetti interessati dalle procedure di recupero dei centri storici previste dalla legge regionale n. 6 del 2009.


Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

l'ARS ha approvato la legge 14 maggio 2009 n. 6, che, all'art. 33, ha statuito interventi per il recupero degli edifici situati nei centri storici mediante la concessione ai proprietari interessati di mutui agevolati con pagamento degli interessi a totale carico del bilancio regionale;

con DDG n. 610 del 12 aprile 2010 è stato approvato l'avviso pubblico per la concessione delle agevolazioni previste dall'art. 33 della legge regionale n. 6/2009, successivamente modificate con DDG n. 2956/S6 del 25 novembre 2010, pubblicato nella GURS n. 53 del 3 dicembre 2010 e ulteriormente modificato per la presentazione delle domande a partire dal 3 giugno 2011;

con DDG n. 2251/S6 del 5 ottobre 2010 è stata approvata la convenzione tra la Regione siciliana-Assessorato Infrastrutture e mobilità e il Banco di sicilia s.p.a. appartenente al Gruppo UNICREDIT, in ordine alla concessione ed erogazione dei contributi in conto interesse sui mutui per la realizzazione degli interventi ai sensi dell'art. 33, commi 1 e 2, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6.;

all'art. 1 di detta convenzione è stata demandata alla Banca l'istruttoria sul merito creditizio del richiedente e sulla validità delle garanzie primarie e sussidiarie offerte dallo stesso;

considerato che:

il Banco di Sicilia - UNICREDIT nell'erogazione dei mutui ha, per sua scelta, adottato il criterio del limite di età a 75 anni per il pagamento dell'ultima rata di un mutuo;

tale limite è del tutto discrezionale, non supportato da alcun riferimento normativo e risulta diverso tra i vari istituti di credito;

con tale limite di età, verrebbero di fatto esclusi i cittadini di età superiore ai 55 anni, non potendo essi stipulare il mutuo ventennale previsto dalle legge de quo;

tale esclusione costituisce una pesante discriminazione tra i cittadini, in contrasto con tutte le norme del sistema giuridico italiano, e, soprattutto, con le finalità perseguite dalla legge regionale n. 6/2009, che pone a carico del bilancio regionale il costo del denaro, al fine di consentire il recupero dei beni immobili ricadenti nei centri storici e dare nello stesso tempo possibilità di lavoro all'imprenditoria locale;

rilevato che:

il problema sopra evidenziato non è meramente astratto, ma si è già concretamente manifestato, colpendo cittadini ammessi dall'Assessorato delle infrastrutture ai benefici della citata legge;

di tale situazione è a conoscenza l'Assessorato per le contestazioni fatte dai soggetti interessati;

per sapere se:

intenda intervenire nei confronti del BdS - UNICREDIT, anche apportando modifiche alla convenzione, per impedire che l'istituto di credito introduca, nell'istruttoria delle domande dei mutui agevolati ex legge regionale n. 6/2009, requisiti soggettivi non contemplati dalla suddetta legge, come quello dell'età anagrafica dei richiedenti ammessi al beneficio;

intenda offrire, e in qual modo, una maggior tutela ai cittadini rispetto al complesso delle garanzie pretese dall'istituto di credito, che appaiono molto onerose;

infine - considerato che nei casi di più complessa istruttoria delle domande di mutuo incorse nei problemi sopra considerati, i cittadini ammessi al beneficio non sono in grado di rispettare il termine di 120 giorni loro assegnato per produrre all'Assessorato il contratto di mutuo - intenda concedere una proroga del termine ordinatorio dei 120 giorni per consentire ai soggetti interessati di completare l'istruttoria, evitando agli stessi di
incorrere nella decadenza del beneficio loro concesso. Si osserva al riguardo che la perentorietà di un termine e l'istituto della decadenza possono essere stabiliti dalla legge e non in via amministrativa.

VINCENZO MARINELLO

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12/12/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 827 - Interventi urgenti a favore delle imprese viticole siciliane


Oddo Camillo (PD); Apprendi Giuseppe (PD); Marinello Vincenzo (PD); Donegani Michele (PD).

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17/11/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 808 - Modifica di norme in materia di garanzie fornite dai soci garanti di cooperative agricole ed alimentari


Oddo Camillo (PD); Apprendi Giuseppe (PD); Donegani Michele (PD); Marinello Vincenzo (PD)

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11/11/2011

MOZIONE

N. 311 - Iniziative per assicurare il rispetto delle condizioni di sicurezza sulle scuole siciliane.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

a causa della mancanza di docenti, conseguente ai tagli operati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR), in provincia di Agrigento sono stati operati alcuni accorpamenti di classi con più di 25 alunni;

tali accorpamenti costituiscono un pericolo per la sicurezza dei ragazzi e sono in palese violazione delle norme di igiene pubblica sul limite minimo di spazio che un'aula deve possedere quale requisito;

i parametri minimi di superficie per alunno in ogni classe della scuola secondaria sono pari a circa due metri quadri (197 cm²), e a 180 cm² per la primaria;

le nuove disposizioni che il Ministro dell'istruzione ha stabilito in materia di rapporto del numero di alunni per classe con la norma dell'articolo 17, comma 25, del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni in legge 3 agosto 2009, n . 102, nel dichiarato proposito di dare una 'interpretazione autentica' dell'articolo 64, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni in legge 6 agosto 2008, n. 133, chiariscono che '(...) il piano programmatico si intende perfezionato con l'acquisizione dei pareri previsti dalla medesima disposizione e all'eventuale recepimento dei relativi contenuti si provvede con i regolamenti attuativi dello stesso. (...)';

CONSIDERATO che:

esiste un esposto già presentato dal Codacons in 104 procure della Repubblica italiana con il quale si chiede non solo di avviare l'azione penale contro il Ministro ed i direttori regionali del MIUR, ma anche di sequestrare le classi illegali (le fonti sono, tra le altre, l'art. 5 del D.M. 26 agosto 1992, recante 'Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica', che afferma che il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone per aula - considerati 25 studenti e 1 insegnante - ndr, e l'art. 12 della legge n. 820 del 1971, che recita: '... Il numero massimo di alunni che possono essere affidati ad un solo insegnante non può essere superiore a 25 anche ai fini delle attività integrative e degli insegnamenti speciali di cui all'art. 1. ...';

la situazione descritta da 'Ecosistema 2008', rapporto di Legambiente sull'edilizia e i servizi scolastici, rivela che la Regione siciliana, insieme alle altre Regioni del Sud, versa in una difficile condizione sul fronte dell'edilizia scolastica. Lo stesso rapporto boccia senza appello le province di Agrigento, Ragusa, Enna e Messina, collocando all'ultimo posto la provincia di Catania;

molte delle strutture scolastiche in Sicilia sono allocate in edifici di civile abitazione;

RITENUTO che:

un approccio corretto al problema della sicurezza nelle scuole deve partire dall'esame delle strutture e dall'organizzazione dei locali, per poi coinvolgere i componenti della comunità scolastica nella gestione delle situazioni ordinarie e di quelle di emergenza;

occorrono adeguati interventi atti a garantire l'incolumità degli alunni e degli operatori scolastici, messa a repentaglio dal sovraffollamento degli spazi;

PRESO ATTO della sentenza del TAR Lazio Roma, sezione III/bis, n. 552 del 9 dicembre 2010 - 20 gennaio 2011 (Codacons contro Ministero dell'Istruzione, dell' università e della ricerca, il Ministero dell'Interno, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione, tutti in persona del Ministro pro tempore; Ufficio scolastico regionale per L'Abruzzo, Ufficio scolastico regionale per la Basilicata, Ufficio scolastico regionale per la Calabria, Ufficio scolastico regionale per la Campania, Ufficio scolastico regionale per L'Emilia Romagna, Ufficio scolastico regionale per il F. Venezia Giulia, Ufficio
scolastico regionale per il Lazio, Ufficio scolastico regionale per la Liguria, Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, Ufficio scolastico regionale per le Marche, Ufficio scolastico regionale per il Molise, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Ufficio scolastico regionale per la Puglia, Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Ufficio scolastico regionale per L'Umbria, Ufficio scolastico regionale per il Veneto, Ufficio scolastico regionale per la Sardegna,Ufficio scolastico regionale per la Toscana) sentenza
favorevole al ricorrente,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

ad adottare iniziative, presso gli organi scolastici provinciali e in coordinamento con le strutture preposte alla sicurezza, allo scopo di accertare l'esistenza di tutte le condizioni di sicurezza idonee ad un regolare svolgimento dell'anno scolastico;

a verificare presso gli organi scolastici provinciali se sia stata richiesta ai responsabili della sicurezza la certificazione, attraverso dichiarazione scritta e sotto la propria responsabilità, della capienza di ogni singola aula, al fine di garantire in modo capillare la sicurezza di ogni singola classe.

Di Benedetto Giacomo (PD); Digiacomo Giuseppe (PD); Faraone Davide (PD); Termine Salvatore (PD); Galvagno Michele (PD); Mattarella Bernardo (PD); Panarello Filippo (PD); Apprendi Giuseppe (PD); Marziano Bruno (PD); Ammatuna Roberto (PD); Raia Concetta (PD); Marinello Vincenzo (PD); Rinaldi Francesco (PD).

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12/10/2011

MOZIONE

N. 303 - Opportune iniziative volte ad impedire la soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Sciacca (AG).



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che, nell'ambito del decreto-legge n. 138 del 2011, convertito con modificazioni in legge n. 148 del 2011, è stata conferita delega al Governo per la riorganizzazione sul territorio degli uffici giudiziari;

RITENUTO che l'Avvocatura, per il tramite dell'Organismo unitario dell'Avvocatura (OUA) e del Coordinamento degli ordini forensi minori, ha formulato idonee proposte perché si addivenisse alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie applicando criteri rispettosi delle varie peculiarità dei territori interessati, con l'approvazione della relativa delibera del 9 e del 16 settembre 2011 (cui si rimanda);

CONSIDERATO che prima il direttivo e poi l'assemblea dell'Unione degli ordini forensi della Sicilia ha significato in un suo articolato documento che:
a) l'amministrazione della giustizia in Sicilia presenta delle peculiarità per le quali, ai fini della valutazione delle opportunità di mantenere o meno un ufficio giudiziario, non è possibile limitarsi a meri dati statistici, né tantomeno al numero dei magistrati addetti allo stesso ufficio;
b) non sarebbe certamente funzionale ad un miglioramento nell'amministrazione della giustizia in Sicilia una qualsiasi soppressione di distretti e/o circondari, potendosi limitare la riorganizzazione alla soppressione di alcuni uffici del Giudice di Pace e di alcune sezioni distaccate di Tribunale, che per la loro posizione territoriale
e per il modesto numero di pratiche trattate, costituiscono uno spreco reale di risorse;

RILEVATO che il Consiglio comunale di Sciacca in un ordine del giorno, approvato all'unanimità, ha evidenziato che:
a) il Tribunale di Sciacca opera in un moderno Palazzo di Giustizia, circondato dagli uffici satelliti, in un territorio ad alta densità criminale e mafiosa, svolgendo i propri compiti con piena efficienza, in linea con gli standard europei in tema di flussi giudiziari;
b) l'accorpamento del Tribunale e della Procura della Repubblica di Sciacca con gli uffici di Agrigento avrebbe riflessi negativi sulla sua sostenibilità e sui relativi costi;

PRESO ATTO che:

il Consiglio comunale di Sciacca, congiuntamente ai Consigli comunali del Circondario giudiziario, ha deliberato l'istituzione di un Comitato permanente al fine di seguire l'evoluzione dell'iter legislativo;

il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Sciacca, agli inizi di settembre, ha inviato una nota al Presidente della Repubblica sottolineando la necessità di mantenere e potenziare il Tribunale di Sciacca;

il Capo dello Stato ha ribadito, seppur nel rispetto delle competenze del Parlamento e del Governo, la necessità di una rimodulazione 'non traumatica' dell'attuale geografia giudiziaria che vede sparsi nel territorio uffici alla cui soppressione si oppongono le ragioni delle comunità locali che in essi vedono 'un baluardo di sicurezza e legalità';

l'affollata assemblea del 6 ottobre scorso, tenutasi ad iniziativa dell'OUA presso l'Aula magna del Palazzo di giustizia di Sciacca, alla presenza di avvocati, magistrati, deputati, sindaci e cittadini ha ribadito che 'il Tribunale senza la Procura non avrebbe senso',

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

a porre in essere ogni iniziativa possibile allo scopo di scongiurare la soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Sciacca, garantendone strutture e funzionalità al servizio del territorio.


Marinello Vincenzo (PD), Cracolici Antonino (PD), De Benedictis Roberto (PD), Mattarella Bernardo (PD), Marziano Bruno (PD), Termine Salvatore (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Panarello Filippo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Galvagno Michele (PD), Rinaldi Francesco (PD), Adamo Giulia (UNIONE DI CENTRO), Oddo Camillo (PD), Gentile Luigi (FLI), Lupo Giuseppe (PD), Marrocco Livio (FLI), Apprendi Giuseppe.

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20/09/2011

MOZIONE

N. 292 - Interventi a livello centrale per fronteggiare la grave situazione di crisi della vitivinicoltura siciliana.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:

le aziende vitivinicole siciliane si trovano ad affrontare la peggiore crisi di sempre che, oltre a risentire, come tutti i comparti produttivi, della pesantissima fase congiunturale, è aggravata dalle diverse deficienze strutturali delle aziende stesse;

la fase di tempo eccezionalmente stabile e soleggiato che si è avuta durante tutto il periodo estivo, dovuta al campo anticiclonico nord africano che ha rafforzato la propria azione sul Mediterraneo centrale, come si evince dai dati elaborati dal Servizio informatico agrometereologico siciliano (SIAS), ha portato le temperature massime ampiamente sopra le medie climatiche della stagione, con scarti superiori ai 7°C, registratisi per diversi giorni
consecutivi;

il persistere per buona parte dell'estate, e in particolare nel periodo compreso tra il mese di agosto e la prima decade di settembre, di temperature eccezionali, di molto superiori alle medie stagionali, accompagnate da una fase di siccità di parecchi mesi che aveva già stressato i vigneti, ha comportato una fortissima riduzione della produzione;

malgrado le operazioni vendemmiali non siano ancora concluse, ormai è certo che la riduzione della produzione è stimabile in circa il 50% rispetto alla media degli anni precedenti. Pur volendo imputare una parte di tale riduzione alla vendemmia verde, che è pari all'11% della superficie vitata regionale, rimane intorno al 40% il danno causato dagli eccessi termici del periodo agosto/settembre;

la gravità e l'ampiezza dell'attuale crisi rischia, pertanto, se non opportunamente contrastata, di mettere in serie e gravi difficoltà migliaia di aziende vitivinicole siciliane, comprese le cantine sociali, con gravissime ripercussioni non solo economiche, ma anche sociali e ambientali;

CONSIDERATO che:

le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile, nonché le cooperative di raccolta, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, che abbiano subito danni non inferiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile, possono beneficiare degli interventi previsti dal decreto legislativo n. 102 del 2004 e successive modifiche;

al fine di favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole di cui al punto precedente, nei limiti dell'entità del danno, possono essere concessi i seguenti aiuti, in forma singola o combinata:

a) contributi in conto capitale fino all'80 per cento del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile ordinaria del triennio precedente;

b) prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell'anno in cui si è verificato l'evento dannoso e per l'anno successivo;

c) proroga delle operazioni di credito agrario;

d) agevolazioni previdenziali,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LE RISORSE AGRICOLE ED ALIMENTARI

ad attivarsi immediatamente per assumere tutti gli interventi di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004 e successive modifiche, e in particolare:

1) attuare la procedura di delimitazione del territorio colpito e di accertamento dei danni conseguenti;

2) deliberare, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla cessazione dell'evento dannoso, la proposta di declaratoria dell'eccezionalità dell'evento stesso;

3) individuare le provvidenze da concedere fra quelle previste dall'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 102 del 2004 e formulare la relativa richiesta di spesa al Ministero delle politiche agricole e forestali;

4) ad assumere iniziative presso il Ministro delle politiche agricole e forestali, affinché nel piano di riparto delle somme da prelevarsi dal fondo di solidarietà nazionale e da trasferire alle Regioni si tenga in debito conto la gravissima situazione di crisi della vitivinicoltura siciliana.


Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Ammatuna Roberto (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD).

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13/07/2011

INTERROGAZIONE

N. 1997 - Opportune iniziative per la rimozione dell'attuale Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa.



Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che:

l'Assessorato Autonomie locali, con nota protocollo n° 8396 del 18/04/2011, ha depositato gli atti aventi per oggetto l'accertamento ispettivo disposto con d.a. 795/2009 rinnovo d.a. n°41/2010 - ulteriore rinnovo con d.a. n. 534/2010 del 21/4/2010;

la relazione ispettiva conclusiva ha evidenziato nei confronti del comune di Lampedusa e Linosa incongruenze gravi nell'azioni amministrativa;

specificamente si rendono espliciti, qui di seguito, i punti sui quali l'accertamento ispettivo ha puntato l'attenzione e si colgono evidenti irregolarità reiterate sulle quali è necessario intervenire per porvi fine;

rilevato che i punti sono:

assunzione di numerose unità di personale presso l'ufficio di gabinetto del sindaco che in altri uffici comunali;

notizie relative al mancato riconoscimento di debiti fuori bilancio, ricognizione di residui attivi e passivi, presunto mancato inventario dei beni comunali;

mancato rispetto delle prescrizioni normative in materia di cui all'articolo 194 del d.lgs n°267/2000, cui si è aggiunto il procedimento penale n. 560/09 mod.20 n. 3389/08 mod. 21 per reati di cui all'articolo 317 del codice penale articolo 322 comma 1 c.p. in relazione all'articolo 318 del c.p. ed articolo 56 e 317 del c.p. più altro;

elusive o inesistenti risposte alle interrogazioni consiliari;

elenco completo degli emolumenti, compresi di indennità accessorie, percepiti da alcuni funzionari comunali; non sono chiare le determine di conferimento delle indennità con riferimento ai pareri di regolarità contabile, agli impegni di spesa assunti, ai giustificativi allegati e la competenza alla firma dell'atto, dell'impegno e
della liquidazione;

determinazione dei criteri per l'approvazione del regolamento sull'organizzazione degli uffici e servizi, art. 89 d.lgs 267/00;

condizione finanziaria - debiti fuori bilancio e consulenza tecnica. Esposti pervenuti dalla società Campione Industries s.p.a., CONFINDUSTRIA Agrigento e dalla ditta Silvia&figli prodotti petroliferi;

ragguaglio circa eventuali determine di liquidazione di spese di missione presso la città di Palermo da parte del sindaco, assessore o personale comunale;

notizie relative al numero degli esperti dall'insediamento del sindaco ad oggi, comprensivo degli importi erogati nonché le comunicazioni al consiglio dell'attività svolta;

numero dei contratti di collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità e dei contratti di collaborazione continuata;

competenze del funzionario arch. Giancone in materia di funzionamento ed organizzazione dello sportello SUAP. Si sottolinea l'incompetenza della giunta in materia di funzionamento del succitato sportello nonché le competenze del funzionario medesimo;

valutazione di numerose determine sindacali di nomina di R.U.P. Si ravvisano atti non adeguatamente motivati e, riguardo alle nomine, assenza di procedure comparative, ex art.97 della Costituzione, né alcuna stipula di polizza assicurativa;

determine sindacali di nomina del capo dell'ufficio tecnico. Si ravvisa la sovrapposizione degli incarichi di capo dell'ufficio tecnico su due persone e la composizione inusuale di una struttura chiamata 'Gruppo Programmazione Comunale'. Di questa non è chiara l'utilità nè l'entità della spesa per il suo funzionamento. Infine, l'attuale capo dell'ufficio tecnico, ing. Giuseppe Gabriele, risulta indagato unitamente ad altre 53 persone per i reati 110 del c.p. e 323 comma 1 e 2 del c.p.;

problematiche circa l'appalto servizio di disbrigo pratiche di sanatoria edilizia. Si evidenzia il continuo ricorso a ditte esterne per l'espletamento delle pratiche di sanatoria con evidente spreco di denaro pubblico;

questioni relative alle ordinanze contingibili ed urgenti ed in particolare la costruzione del canile municipale;

problematica relativa alla vendita di porzioni di territorio di proprietà comunale ed in particolare le procedure eseguite e la alienazione di 'relitto di suolo comunale';

nomine presso la commissione edilizia comunale.
Criteri di scelta. La composizione della commissione risulta difforme da quanto previsto dal regolamento e non comprende la fonte legislativa o regolamentare alla quale il comune ha attinto;

incentivazione al recupero di tributi evasi.
Regolamento comunale e destinazione del gettito;

adempimenti relativi all'art. 18 della legge regionale n. 22/2008 sito web;

acquisto elettrodomestici e materiale elettrico fatturato dalla ditta Elettricité ed Lumiere di Palermo. Sulla vicenda dell'acquisto del materiale il sindaco ha un procedimento penale in corso contravvenendo alle disposizioni contenute nel testo unico degli enti locali; nel testo unico in materia di appalti pubblici e forniture; nel regolamento sulla semplificazione dei procedimenti di aggiudicazione di pubbliche forniture di valore
inferiore alla soglia di rilievo comunitario; nel codice dei contratti pubblici;

competenze di indirizzo politico-amministrativo e competenze gestionali;

per sapere se, di fronte alle numerose e reiterate violazioni 'dei principi costituzionali attinenti alla pubblica amministrazione nonché di leggi e norme statutarie e regolamentari' riscontrate nell'attività di gestione, praticate dal sindaco del comune di Lampedusa e Linosa in un arco temporale esteso, non ritenga opportuno attivare rapidamente tutti gli adempimenti volti alla tutela del bene pubblico e, in tal senso, procedere alla
rimozione del sindaco.


Di Benedetto Giacomo (PD), Cracolici Antonino (PD), Lupo Giuseppe (PD), Termine Salvatore (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Mattarella Bernardo (PD), Marinello Vincenzo (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Galvagno Michele (PD), Ferrara Massimo (PD), Panarello Filippo (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Pantuso Salvino (PD), Panepinto Giovanni (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD).

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13/07/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 765 - Determinazione delle concessioni demaniali marittime per finalità di pesca e acquacoltura.



Marziano Bruno (PD), Marinello Vincenzo (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Lupo Giuseppe (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Raia Concetta (PD).

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30/06/2011

MOZIONE

N. 278 - Iniziative urgenti al fine di impedire i tagli agli organici della scuola in conseguenza della legge n. 133 del 2008.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

la terza tornata dei tagli agli organici della scuola previsti dalla legge n. 133 del 2008 produrrà in Sicilia una riduzione di oltre 4.000 posti di lavoro dei quali circa 2.540 docenti e circa 1.600 relativi a personale ATA;

il quadro dei tagli sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola primaria è quello fornito dall'Ufficio scolastico regionale (USR) in sede di informativa;

i tagli operati nella scuola secondaria, di primo e secondo grado, che saranno successivamente forniti alle organizzazioni sindacali, secondo le previsioni dei firmatari della presente mozione, ammonteranno a circa 260 unità nel primo grado e circa 1300 nel secondo grado;

CONSTATATO che:

l'entità di tali tagli, che si aggiungono a quelli dei due anni precedenti, è insostenibile per la Regione perché non si garantirà neppure l'orario minimo obbligatorio previsto dalla cosiddetta riforma Gelmini;

si ridurrà l'offerta formativa con la cancellazione di quelle poche esperienze di tempo pieno che erano oramai consolidate;

la riduzione del numero delle prime classi a tempo pieno avrà un effetto trascinamento che porterà, nell'arco dei 5 anni, ad un'ulteriore riduzione del tempo pieno, con percentuali prossime a zero;

la riduzione degli insegnanti della scuola dell'infanzia determinerà un taglio del tempo normale di 40 ore settimanali (ore 8,00/16,00) per offrire un tempo ridotto di 25 ore settimanali (ore 8,00/13,00), con un coatto orientamento delle famiglie che possono permetterselo verso le scuole private e con la negazione del diritto allo studio per le famiglie meno abbienti, mentre sono sempre più lunghe le liste d'attesa soprattutto nelle aree metropolitane dove non si garantisce la frequenza neppure ai bambini di 5 anni;

RITENUTO che:

relativamente alla scuola dell'infanzia:

é in atto un tentativo di smantellamento della scuola pubblica attraverso la riduzione graduale dell'organico e del tempo scuola, mentre occorrerebbe garantirlo in modo 'normale', aumentando il numero delle sezioni sì da ridurre le liste d'attesa; e, per attuare tutto ciò, gli enti locali dovrebbero garantire servizi mensa, locali ed aule scolastici idonei;

relativamente alla scuola primaria:

è stato stravolto il segmento scolastico nel suo modello curriculare in quanto si è ridotto il tempo passato a scuola dagli alunni (da un minimo di 30 ore ad appena 27 ore), si è eliminato l'insegnamento delle lingue comunitarie, rendendo obbligatorio solo l'inglese ma cancellando gli insegnanti specialisti e non assicurando neppure le poche ore previste dalle norme (1 ora a settimana in 1^ classe, 2 ore in 2^, 3 ore in 3^/4^/5^);

relativamente all'offerta formativa di qualità:

a) i progetti POR (cosiddetti salvaprecari) sono da rivedere perché insufficienti per gli studenti e per i precari, quando non dannosi, mentre occorrerebbe mettere in campo progetti pluriennali che assegnino alle istituzioni scolastiche organico di personale e risorse per arricchire l'offerta formativa con un aumento effettivo del tempo scuola e con attività pomeridiane;

b) occorrerebbe inoltre che la Regione chiedesse al Ministero di utilizzare una parte del personale docente soprannumerario in progetti di integrazione dei disabili, di lotta alla dispersione scolastica, per il recupero del disagio sociale;

d) occorrerebbe rivedere complessivamente la modalità di finanziamento di tutti i progetti POR e verificarne il concreto e misurabile miglioramento dell'offerta formativa ed il conseguente progresso e miglioramento delle competenze e delle conoscenze degli alunni, puntando al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona (fissati per il 2010 che è già trascorso) che abbiamo mancato totalmente;

relativamente alla programmazione regionale dell'offerta formativa:

a) sarebbe necessario attivare un tavolo di concertazione per definire la programmazione dell'offerta formativa regionale, dell'istruzione e della formazione professionale;

b) sarebbe utile attivare un confronto per definire il piano di dimensionamento della rete scolastica, tenendo conto della vocazione territoriale e delle richieste dell'utenza;

c) sarebbe produttivo dare finalmente realizzazione ai centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA) e dei corsi serali di cui al decreto ministeriale 25 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 4 gennaio 2008, per assicurare la formazione permanente e combattere concretamente l'analfabetismo di ritorno;

relativamente all'edilizia scolastica:

a) é indispensabile disporre controlli perché non si superino i limiti numerici di sicurezza nelle aule scolastiche;

b) è fondamentale pubblicare l'anagrafe regionale sull'edilizia scolastica per una compiuta ricognizione e per un razionale uso delle strutture esistenti anche tramite la programmazione di un confronto per realizzare convenzioni tra soggetti istituzionali diversi (comuni e province), proprietari delle stesse;

c) è basilare finanziare, anche attraverso risorse comunitarie, un nuovo piano decennale di edilizia scolastica per l'adeguamento, la ristrutturazione e la costruzione delle strutture necessarie;

CONSIDERATO che:

per il personale ATA (assistenti amministrativi) sarebbe necessario concordare con l'USR il riconoscimento del punteggio ai soggetti già individuati, ai fini dell'aggiornamento della graduatoria, valida 24 mesi e con scadenza 16 aprile;

per il prossimo anno scolastico 2010/2011, è fondamentale assicurare l'avvio operativo dei progetti entro e non oltre il 1° dicembre 2010;

sarebbe utile predisporre i bandi entro e non oltre il 30 settembre, con scadenza di presentazione dei progetti entro e non oltre il 30 ottobre, estendere i progetti a tutte le figure professionali ATA ed a tutti i docenti (tutti i gradi di scuola e tutte le classi di concorso), tenere conto nel predisporre il bando delle percentuali di taglio per
ciascun profilo professionale ATA e per i docenti di tutti i gradi di scuola e di tutte le classi di concorso ed assegnare di conseguenza i posti;

sarebbe opportuno assicurare, per il corrente anno scolastico, l'avvio del progetto e il riconoscimento del punteggio in tempi brevissimi e comunque garantire che il progetto si concluda entro il 30 giugno, aumentando le ore giornaliere o, in subordine, consentire che lo stesso si interrompa al 30 giugno e prosegua da settembre 2010 fino al completamento delle ore,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

a mettere in atto tutte le iniziative possibili presso il Governo nazionale allo scopo di bloccare ulteriori tagli alla scuola, che non consentono di esercitare il diritto allo studio e creano forti condizioni di disuguaglianza sociale, anche alla luce di alcune sentenze del TAR Lazio che hanno rimesso al giudizio dell'Alta Corte la legittimità
dei tagli già operati nella scuola pubblica che pregiudicano il diritto costituzionale all'istruzione;

a garantire standard di qualità alla scuola primaria, segmento fondamentale per porre le basi ai successivi gradi dell'istruzione e della formazione, presupposto indispensabile per una generazione che abbia opportunità di crescita;

ad attivare, con risorse proprie e risorse esterne, azioni e progetti finalizzati ad aumentare il tempo scuola (tempo prolungato e tempo pieno) attraverso i servizi alla scuola da parte degli enti locali e con attività di arricchimento formativo e di sostegno alla didattica;

a promuovere una conferenza regionale di servizio sulla scuola dell'infanzia e su quella primaria, coinvolgendo comuni, province, USR, scuole, associazioni di genitori, associazioni delle famiglie degli alunni disabili e sindacati.


Cracolici Antonino (PD), Panarello Filippo (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Mattarella Bernardo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Oddo Camillo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Pantuso Salvino (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD).

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23/06/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 749 - Riordino del settore termale.



Raia Concetta (PD), Cracolici Antonino (PD), Lupo Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Marinello Vincenzo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Giuffrida Salvatore (UNIONE DI CENTRO).

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26/05/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 732 - Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca.



Cracolici Antonino (PD), Musotto Francesco (MPA), Adamo Giulia (UNIONE DI CENTRO), Marrocco Livio (FLI), Fiorenza Cataldo (Misto), Oddo Camillo (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Colianni Paolo (MPA), Marinello Vincenzo (PD), Ragusa Orazio (UNIONE DI CENTRO), Donegani Michele (PD), Federico Giuseppe (MPA), Savona Riccardo (Alleati per la Sicilia), Galvagno Michele (PD), Lupo Giuseppe (PD), Panepinto Giovanni (PD), D'Agostino Nicola (MPA), Di Benedetto Giacomo (PD), Scammacca Della Bruca Guglielmo (Misto).

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26/04/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 713 - Aiuti alle imprese di pesca. Modifiche ed integrazioni al comma 5, articolo 2 della legge regionale n. 16/2008 e abrogazione dell'articolo 14 della legge regionale n. 15/2008 .



Oddo Camillo (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Donegani Michele (PD).

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15/04/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 710 - Norme in materia di assistenza e gestione dei processi migratori .



Di Benedetto Giacomo (PD), Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Guardo Antonino (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD).

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08/04/2011

DISEGNO DI LEGGE

N.706 - Compensazioni economiche per il mancato esercizio dell'attività di pesca speciale al novellame di sardina e rossetto nell'anno 2011.



Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Donegani Michele (PD).
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29/03/2011

MOZIONE

N. 257 - Opportune iniziative finalizzate all'attivazione di una linea di autobus Palma di Montechiaro - Caltanissetta - Catania.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

nella città di Palma di Montechiaro (AG) risiedono numerosi studenti universitari, i quali prevalentemente frequentano i corsi di studio offerti dalle università siciliane;

tra i predetti studenti ve ne sono alcuni iscritti al polo universitario di Caltanissetta ed altri, più numerosi, all'Università degli studi di Catania;

la città di Palma di Montechiaro è priva di servizio ferroviario e di servizio diretto di autobus per le città di Caltanissetta e di Catania e ciò arreca disagi notevoli ai pendolari ed ai cittadini palmesi che devono raggiungere quelle città, a volte spinti da necessità primarie, quali trattamenti sanitari presso centri ospedalieri specializzati;

le esigenze della collettività civile richiedono una maggiore mobilità, atteso che Palma di Montechiaro, città di emigrati, è lontana dai grossi centri nazionali, anche per l'assenza di collegamenti con gli aeroporti, situazione che determina, di fatto, un isolamento di questa cittadina unitamente a disagi notevoli anche per l'economia locale;

RICORDATO che negli anni scorsi sono state promosse proteste e petizioni, sottoscritte da migliaia di cittadini, per l'attivazione di una linea diretta di autobus Palma di Montechiaro - Catania;

CONSIDERATO che:

la predetta richiesta, sostenuta anche dall'Amministrazione comunale, non è stata accolta dalla Regione siciliana, perché la Sicilia è tuttora priva del Piano regionale dei trasporti e ciò preclude la possibilità di attivare nuove linee di trasporto;

l'attivazione del richiesto collegamento diretto rientra, come parte non secondaria, nel riconoscimento del diritto allo studio universitario, costituzionalmente garantito anche ai giovani palmesi che frequentano le strutture universitarie di Caltanissetta e Catania;

occorre assicurare le esigenze di mobilità dei cittadini nonché dei residenti all'estero, anche per venire incontro alle esigenze di collegamento con i mercati nazionali degli imprenditori locali e per favorire la nascita di un circuito turistico che faccia conoscere le bellezze naturali ed architettoniche della cittadina;

RICHIAMATI gli artt. 3 e 34 della Costituzione, gli artt. 14 (lett. r), 17 (lett. d) e 20 dello Statuto, la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, il decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 1985, n. 246, l'art. 1 della l. r. 25 novembre 2002, n. 20;

VISTO l'art. 27, comma 13, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19,


IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

ad intraprendere ogni iniziativa utile a garantire l'attivazione di un servizio di linea diretto dal Comune di Palma di Montechiaro alle città di Caltanissetta e Catania, ponendo fine alla disparità di trattamento con altri comuni che usufruiscono di collegamenti rapidi e diretti.


Marinello Vincenzo (PD), Di Guardo Antonino (PD), Cracolici Antonino (PD), Di Benedetto Giacomo (PD),

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22/03/2011

MOZIONE

N. 252 - Rapida attivazione degli impegni assunti a seguito dell'approvazione della mozione n. 126 circa gli interventi per l'aumento dei massimali de minimis nel settore dell'agricoltura.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

il comparto della produzione agricola, nel periodo di applicazione della normativa comunitaria sugli aiuti de minimis, ha subito un'ingiusta penalizzazione rispetto agli altri settori che hanno registrato ragionevoli aumenti, mentre il massimale per le aziende agricole produttrici è rimasto bloccato a 7.500 euro;

in relazione alla crisi di mercato, negli anni 2010 e 2011, è stato autorizzato dall'Unione Europea un massimale in 'deroga' di 15.000 euro che, nei fatti, è risultato insufficiente;

le aziende agricole siciliane si trovano ad affrontare la peggiore crisi di sempre che, oltre a risentire, come tutti i settori produttivi, della gravissima fase congiunturale, è aggravata da diverse deficienze strutturali;

la gravità e l'ampiezza dell'attuale crisi rischia, se non opportunamente contrastata, di portare al fallimento migliaia di aziende agricole siciliane, con gravi ripercussioni non solo economiche, ma anche sociali, ambientali e occupazionali;

CONSIDERATO che questa Assemblea, nella seduta n. 118 del 3 novembre 2009, ha già approvato all'unanimità la mozione n. 126 sullo stesso argomento senza che, ad oggi, risultino esser state prodotte specifiche iniziative in relazione ai contenuti della medesima,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LE RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI

ad attivarsi in tempi brevi per rispettare gli impegni contenuti nella mozione n. 126, approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 118 del 3 novembre 2009, assumendo le opportune iniziative nei confronti del Governo nazionale e dell'Unione Europea per addivenire alla modifica del regime degli aiuti de minimis nel settore della produzione agricola, allineando il massimale almeno a quello del comparto della pesca, montante a 30.000 euro.


Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Ammatuna Roberto (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marziano Bruno (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD)

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15/03/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 695 - Aiuti alle imprese di piccola pesca artigianale operanti nelle Aree marine protette.



Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Vitrano Gaspare (PD), Donegani Michele (PD), Lupo Giuseppe (PD), Faraone Davide (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Marziano Bruno (PD), Di Guardo Antonino (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Panepinto Giovanni (PD), Raia Concetta (PD).

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08/03/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 692 - Istituzione dell'agenzia per il mediocredito regionale (Medio credito Sicilia).



Marinello Vincenzo (PD), Raia Concetta (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Panarello Filippo (PD), Speziale Calogero (PD), Galvagno Michele (PD), Oddo Camillo (PD), De Benedictis Roberto (PD), Marziano Bruno (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Faraone Davide (PD), Panepinto Giovanni (PD), Ammatuna Roberto (PD), Termine Salvatore (PD).

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20/01/2011

DISEGNO DI LEGGE

N. 672 - Disposizioni in materia di interventi in favore delle aziende agrumicole danneggiate da attacchi di eccezionale gravità causati dal virus della 'Tristezza degli agrumi'



Raia Concetta (PD), Oddo Camillo (PD), Di Guardo Antonino (PD) ,Apprendi Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Marinello Vincenzo (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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21/12/2010

INTERROGAZIONE

N. 1594 - Avvio di indagine ispettiva presso il Comune di Joppolo Giancaxio (AG) a salvaguardia degli equilibri di bilancio.



All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che a Joppolo Giancaxio (AG) il 30 novembre scorso la maggioranza del consiglio comunale, nonostante i rilievi posti in evidenza dalla minoranza, ha approvato l'assestamento generale di bilancio senza che la giunta avesse atteso dal ragioniere la proposta per contenere le spese e aumentare le entrate;

appreso che dallo stesso ragioniere, invece, sarebbe stato escluso ogni debito verso l'Ato Gesa e che, anzi, da parte del comune, si vanta qualche credito nei confronti dell'Ato stesso;

tenuto conto dei dati oggettivi del bilancio 2010, unitamente alle dichiarazioni del revisore circa la dubbia esigibilità dei crediti-residui e al disequilibrio di bilancio rappresentato nella proposta di delibera firmata dal ragioniere in data 6 ottobre c.a.;

rilevato quindi che il consiglio ha dunque approvato un equilibrio di bilancio inesistente, ai sensi dell'art. 193 del TUEL, e preso atto che a tutt'oggi nessun atto del sindaco ha assicurato l'equilibrio del bilancio e, quindi, che nessun atto è stato adottato per aumentare il gettito delle entrate e contenere gli impegni di spesa;

per sapere se non ritenga utile una ispezione per fare vera luce sulla situazione contabile del comune di Joppolo Giancaxio prima che la situazione diventi veramente irreparabile e possa determinarsi un vero e proprio dissesto finanziario, disporre le giuste misure per determinare l'equilibrio di bilancio con il contenimento delle spese non necessarie per la durata utile e una ridotta appostazione di residui attivi di dubbia esigibilità, richiamando il sindaco e il dirigente finanziario alle proprie responsabilità.


VINCENZO MARINELLO

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21/12/2010

INTERROGAZIONE

N. 1593 - Richiesta di indagine ispettiva presso il Comune di Comitini (AG) in riferimento all'adozione di atti in materia di TARSU.



All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che:

in data 3 set 2009, con lett. prot. 5385, veniva richiesta da alcuni consiglieri comunali la convocazione del consiglio comunale per deliberare ed impegnare l'amministrazione ad intraprendere ogni iniziativa finalizzata al contenimento dei costi e alla revisione del piano di raccolta dei rifiuti solidi urbani (RSU) adottato;

convocato il consiglio comunale, a seguito della sopracitata richiesta, è stata approvata all'unanimità una proposta che impegnava la giunta comunale per il successivo anno all'abbattimento dei costi del servizio senza intaccarne minimamente la qualità;

il 20 aprile 2010 invece, con deliberazione di giunta municipale n. 19/2010, l'amministrazione, 'al fine di raggiungere il costo del servizio', disattendendo le direttive del consiglio comunale, variò la TARSU con un aumento del 25%, omettendo tra l'altro di citare gli essenziali riferimenti normativi idonei ad attestare la competenza della giunta municipale ad adottare l'atto in questione;

i cittadini, ricevuto l'avviso di pagamento della TARSU, hanno avanzato richiesta di esercizio dell'autotutela al responsabile dei servizi finanziari del comune di Comitini chiedendo il riesame del provvedimento e quindi l'annullamento degli atti illegittimi ai sensi dell'art. 68 del D.P.R. 287/92, dell'art. 2 quater del decreto-legge
564/94 e del D.M. 37/97;

dopo alcuni mesi, la suddetta responsabile dei servizi finanziari, rigettò alcune delle suddette richieste di esercizio dell'autotutela comunicando che 'in virtù delle norme regolamentari approvate dal Consiglio Comunale le argomentazioni circa i vizi di nullità per incompetenza dell'organo deliberante e la copiosa giurisprudenza elencata, a supporto di quanto richiesto dalla S.V., non può trovare applicazione stante la puntuale disciplina
regolamentare comunale';

nel luglio 2010 il funzionario responsabile del comune di Comitini, già responsabile dei servizi finanziari, trasmetteva ad alcuni utenti un avviso di accertamento relativo alla TARSU in cui si cita una inesistente deliberazione di consiglio comunale n. 42 del 2010 di determinazione della TARSU;

l'ufficio ispettivo del servizio 3 - vigilanza e controllo degli enti locali dell'Assessorato Autonomie locali, con circolare n. 3 del 22 aprile 2010, ha trasmesso al comune di Comitini una 'Scheda di rilevazione dati in materia di gestione integrata dei rifiuti' che il Sindaco avrebbe dovuto compilare e ritrasmettere all'ufficio ispettivo 3 specificando se 'il Consiglio Comunale ha determinato la TARSU o la TIA per l'anno 2010';

considerato che:

nella seduta di consiglio comunale del 16 novembre 2010 è invece emerso che il regolamento comunale del '94, mai citato sulla DGM 19/10, e contenente la suddetta '(...) puntuale disciplina' è stato superato dallo stesso Statuto comunale del 2004 che all'art. 28, lettera e), recita: 'l'istituzione e l'ordinamento dei tributi, la
disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi' è di competenza del consiglio comunale;

nella stessa seduta è stato chiesto invano di visionare la scheda che come anzidetto avrebbe dovuto essere trasmessa al servizio 3 - vigilanza e controllo degli enti locali dell'Assessorato delle autonomie locali;

la deliberazione di giunta municipale n. 19/2010 non è stata ancora revocata dalla giunta e che il responsabile dei servizi finanziari, nonché funzionario responsabile degli errati avvisi di accertamento, non ha ancora provveduto a revocare gli atti illegittimi;

moltissimi utenti, rivoltisi alle associazioni dei consumatori, non hanno ancora pagato gli esosi importi 'dovuti' nell'attesa di una ragionevole revoca in autotutela della suddetta DGM 19/2010;

l'ente gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (GE.S.A. AG. 2 s.p.a.) non ha ancora riscosso tutte le somme relative alla TARSU del comune di Comitini;

atteso che numerosi utenti, vista la temerarietà dell'amministrazione attiva, ricorreranno presso le opportune sedi giurisdizionali per avere riconosciuti i propri diritti;

per sapere se, alla luce dei fatti sopra citati, quali misure intenda adottare e se non ritenga necessario e urgente predisporre un intervento diretto da parte dell'ufficio ispettivo del servizio 3 - vigilanza e controllo degli enti locali dell'Assessorato Autonomie locali, volto a verificare la trasparenza e la correttezza
dell'azione amministrativa posta in essere dagli organi del comune di Comitini.


VINCENZO MARINELLO

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01/12/2010

INTERROGAZIONE

N. 1527 - Rispetto delle distanze minime dei centri abitati per la realizzazione di impianti di produzione di energia eolica.



All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che, a seguito d'installazioni di parchi eolici in prossimità di centri urbani, sono stati evidenziati nei residenti, soprattutto quelli nel raggio di 2-3 Km, disturbi riconducibili a una comune 'sindrome da pala eolica', caratterizzata da emicranie, palpitazioni, depressioni e disturbi del sonno;

ricordato che la realizzazione di un impianto di parco eolico è prevista da una convenzione stipulata nel 2004 tra il comune di Joppolo Giancaxio (AG) e la Euro Wind srl in contrada Montefamoso, distante solo 1 Km dal centro abitato;

visto che, per avere rassicurazioni e chiarimenti, sono state presentate specifiche interrogazioni all'amministrazione del sindaco Lo Dico nel consiglio comunale di Joppolo Giancaxio per conoscere i tempi di realizzazione dell'impianto, l'effettiva convenienza economica di tale investimento per il territorio e per il comune e se erano stati avviati protocolli di legalità e trasparenza con gli organi competenti;

considerato che a tutt'oggi nessuna risposta è pervenuta in sede di consiglio comunale, tranne la consegna della convenzione stipulata tra il comune e la Euro Wind srl, da cui si evince una indubbia convenienza economica, ma nulla in tema di impatto ambientale, di distanze di sicurezza dal centro abitato né di sicurezza per la salute dei cittadini;

per sapere quali misure intenda adottare per rassicurare su tutto il territorio della Regione le comunità in termini di trasparenza e legalità, nonché in merito all'impatto ambientale, a precise distanze di sicurezza dai centri abitati, tali da evitare conseguenze alla salute riconducibili alla sindrome da pala eolica, così come definita da appositi studi medici condotti in Gran Bretagna e ormai diffusi e conosciuti a livello internazionale.


VINCENZO MARINELLO

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23/11/2010

MOZIONE

N. 224 - Opportune iniziative al fine di impedire il taglio dei fondi alle emittenti radiotelevisive locali conseguenti al decreto 'Mille proroghe' del Governo nazionale.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

il Governo nazionale, con l'approvazione del decreto 'Mille proroghe', ha deciso un drastico taglio ai trasferimenti di risorse finanziarie a beneficio delle emittenti radiotelevisive e dei giornali a copertura locale presenti in tutto il territorio nazionale attraverso cui viene quotidianamente garantita a milioni di cittadini italiani un'informazione libera e senza condizionamenti;

con l'approvazione di tale decreto si rischia di assestare un colpo mortale al sistema radiotelevisivo locale, con conseguenze gravi sulla tenuta democratica dell'informazione nel Paese;

il rischio più immediato è quello di vedere irrimediabilmente compromessa la prospettiva futura delle realtà giornalistiche locali con una pesante ricaduta sulle prospettive lavorative di centinaia di migliaia di persone la cui occupazione oggi rischia seriamente di essere messa in discussione;

le misure in favore del comparto in oggetto non riguardano finanziamenti a pioggia ma riduzioni tariffarie sui costi delle utenze telefoniche e di rimborsi sui costi delle utenze elettriche, dei collegamenti satellitari e dei canoni di abbonamento alle agenzie di stampa;

il taglio di questi fondi è in contrapposizione rispetto alle indicazioni fornite dal Presidente della Repubblica Napolitano nel suo messaggio di fine anno alla Nazione, nel quale veniva posta l'attenzione sull'importanza del pluralismo dell'informazione quale pilastro della democrazia;

CONSIDERATO che:

le emittenti radiotelevisive locali costituiscono uno dei pilastri del pluralismo dell'informazione, senza le quali esisterebbero soltanto il duopolio Rai-Mediaset ed alcuni gruppi editoriali legati soprattutto al mondo della finanza;

in base al contenuto del succitato decreto, le uniche realtà non investite dai tagli delle risorse sarebbero i giornali e le TV di partito;

con questo taglio si otterrà un risparmio annuo di soli 4 milioni di euro, mentre sono a rischio circa 1600 posti di lavoro fra i giornalisti del settore radiotelevisivo locale, un numero pari a quello impiegato stabilmente dalla RAI con un canone pubblico imposto a tutti i cittadini di svariate centinaia di milioni di euro;

la retroattività del provvedimento e la disparità di trattamento operata con le testate di partito, che conservano il diritto alle provvidenze, comporta l'incostituzionalità della norma, e che la rappresentanza sindacale della stampa è intervenuta a sostegno delle emittenti locali;

RILEVATO che il mondo cattolico e le organizzazioni dei consumatori si sono mobilitati a difesa delle emittenti televisive e delle radio private colpite dai tagli dei contributi all'editoria,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

a manifestare al Governo nazionale la netta contrarietà nei confronti del decreto 'Mille proroghe' quale provvedimento teso a tutelare gli interessi di pochi sacrificando il pluralismo dell'informazione;

a porre in essere, presso il Governo nazionale, ogni idonea iniziativa al fine di individuare una possibile soluzione agli effetti causati dall'applicazione del decreto 'Mille proroghe';

a prevedere, nella prossima legge finanziaria regionale, misure atte alla salvaguardia del sistema regionale dell'informazione;

a trasmettere la presente mozione al Governo nazionale nonchè ai comuni ed alle province che hanno già assunto in merito posizioni di protesta.


Marinello Vincenzo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Marziano Bruno (PD), Raia Concetta (PD).

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05/11/2010

DISEGNO DI LEGGE

N. 634 - Modifica alla legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1



VINCENZO MARINELLO

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03/11/2010

INTERROGAZIONE

N. 1479 - Iniziative per impedire la costruzione di una centrale elettrica nel comune di Ribera (AG).



All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che:

con decreto della Regione siciliana n. 106 del 31.03.2010, è stata autorizzata la costruzione di un impianto per la produzione di energia elettrica e delle opere connesse della potenza di 18,118 MWt e della potenza elettrica di 8,794 MWe, alimentato da biomassa (olio vegetale), in contrada 'Castellana' nel territorio del comune di Ribera (AG);

l'intero iter procedimentale, che ha portato all'emissione del suddetto decreto, si è svolto senza che la comunità cittadina di Ribera ne abbia avuto effettiva conoscenza;

il consiglio comunale non è pregiudizialmente contrario alla realizzazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili;

considerato che:

il suddetto impianto dovrebbe sorgere in una delle zone più pregiate della Sicilia da un punto di vista agrumicolo, posta a pochi chilometri dal centro abitato e dalle località balneari;

le emissioni prodotte da detto impianto si diffonderebbero nel raggio di decine di chilometri;

si profila la concreta possibilità, nel breve e medio termine, che si realizzino sul territorio di Ribera delle iniziative imprenditoriali turistiche di notevole rilevanza e con importanti ricadute occupazionali;

è fermo intendimento del comune di Ribera, in tutte le sue espressioni politico - amministrative e con il contributo delle amministrazioni provinciale e regionale, favorire lo sviluppo turistico del territorio;

la realizzazione di tale impianto si appalesa inconciliabile con le legittime ambizioni di sviluppo turistico e con la già consolidata vocazione alle produzioni agricole di qualità presenti sul territorio;

per sapere:

come intenda rispondere alla chiara e ferma contrarietà alla costruzione del suddetto impianto senza le necessarie garanzie espressa dal consiglio comunale di Ribera;

quali iniziative amministrative intenda adottare per scongiurare i rischi connessi alla realizzazione della sopra indicata centrale.


VINCENZO MARINELLO

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09/09/2010

INTERROGAZIONE

N. 1369 - Opportune iniziative al fine di risolvere le problematiche sorte a seguito dei lavori di realizzazione delle complanari lungo la statale 624 Palermo-Sciacca in località Scunchipani.



All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

gli abitanti e proprietari dei fondi agricoli di contrada Piana Scunchipani manifestano la propria preoccupazione per come si stanno svolgendo i lavori di realizzazione delle bretelle laterali lungo la SS 624;

le opere destinate al miglioramento della rete stradale hanno invece arrecato più disagi che benefici e ciò anche in conseguenza del mantenimento della viabilità a cantiere aperto;

la mobilità viene garantita attraversando una pista sterrata di polvere bianca, lungo la quale opera il cantiere, priva di segnaletica, delle barriere di protezione (guardrail) anche in prossimità e lungo le rampe di accesso ai cavalcavia con dislivelli di almeno quattro metri;

l'attraversamento dei mezzi lungo dette piste produce una densa nuvola di polvere bianca che, oltre ad interferire negativamente sulla visibilità degli automobilisti che transitano lungo la SS 624, si diffonde nell'area circostante e quindi nelle abitazioni adiacenti;

anche l'accesso a codesta strada dalla SS 624, seppur provvisorio, presenta un indice di pericolosità assai elevato poiché collocato in prossimità di un dosso e non idoneo in termini dimensionali a reggere la quantità di veicoli che ogni giorno sono costretti ad utilizzarlo;

considerato che:

questa condizione, seppur temporalmente circoscritta all'esecuzione delle opere previste, deve comunque garantire requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente (d.lgs. 81/08);

insieme alle difficoltà contingenti, emergono problemi relativi alla funzionalità dell'opera, a seguito di una errata valutazione in sede progettuale, quali l'assenza di un raccordo con la SS 624, in prossimità del bivio S. Bartolo, e l'interruzione della strada alla stazione di Servizio Agip, che hanno, di fatto, reso le complanari così realizzate un'inutile spreco di denaro pubblico, nonché un danno all'ambiente agricolo e rurale della contrada ed un incremento del rischio per tutti coloro che non avranno la possibilità di accedere alle strade laterali provenendo da ovest, poiché prive di innesto con la SS 115 e costretti a lunghi percorsi per brevi spostamenti;

specificamente, un cittadino che abita o che si deve recare alla fine della contrada Piana Scunchipani, in prossimità della contrada S. Bartolo, per immettersi nella SS 624 dovrà prima recarsi allo svincolo di Raganella, percorrendo circa 4 km, e poi ritornare indietro e transitare per altri 4 km per ritrovarsi alla fine al punto di partenza. Conseguentemente, se un abitante della Piana dovrà recarsi a Menfi (che dista 8 km dal
bivio S. Bartolo) dovrà prima fare 8 km per immettersi nella statale (quattro all'andata e quattro al ritorno) e, da qui, partire per Menfi, Raddoppiando il proprio percorso;

rilevato che:

nella fase iniziale i lavori in prossimità del bivio S. Bartolo sembravano indirizzati alla realizzazione di uno svincolo per consentire l'ingresso e l'uscita dalle complanari, dal momento che erano state costruite le rampe di accesso per assolvere a tale funzione, mentre adesso stanno per essere dismesse prima ancora di essere state completate, lasciando, di fatto, le nuove bretelle delle strade senza uscita;

i cittadini che hanno costituito un comitato, dopo un incontro con il sindaco di Sciacca, con la ditta esecutrice dei lavori, la Sigenco, e con l'Anas, hanno rilevato che, ad oggi, non sono stati risolti nemmeno le problematiche legati alla salute ed alla sicurezza dei cittadini;

ritenuto che il comitato ha fattivamente avanzato un piano articolato di proposte distinguendo gli interventi urgenti e quelli da eseguire prima della chiusura dei collegamenti con la SS 624 e, infine, delle proposte di miglioramento del progetto;

per sapere:

se sia a conoscenza dei fatti sin qui descritti e quali iniziative abbia posto in essere per fronteggiare le problematiche emerse;

se non ritenga opportuno e urgente convocare un tavolo tecnico alla presenza del comitato dei cittadini per affrontare le questioni emerse e consentire in tal modo che i lavori continuino anche nel rispetto delle istanze avanzate e decise.


VINCENZO MARINELLO

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17/06/2010

INTERROGAZIONE

N. 1239 - Iniziative per porre fine ai disagi in cui versano gli ispettori del lavoro in Sicilia.



Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che i funzionari direttivi in servizio presso gli uffici dell'ispettorato provinciale del lavoro della Sicilia con funzioni di ispettore del lavoro evidenziano da anni lo stato di profondo disagio in cui sono costretti a lavorare, cosa che
li ha spinti in più occasioni a dichiarare lo stato di agitazione e a riservarsi di intraprendere idonee azioni di tutela;

considerato che:

gli ispettori del lavoro in servizio presso gli uffici dell'ispettorato provinciale del lavoro della Sicilia hanno chiesto l'immediato ripristino dell'indennità di missione, così come avviene per gli ispettori dipendenti dal Ministero del lavoro che operano nelle restanti regioni d'Italia o che si trovano ad operare nel territorio della Regione siciliana;

si ha notizia che alcuni ispettori del Ministero del lavoro opereranno tra breve in missione in Sicilia con grave dispendio di risorse (costo di circa 489.000 euro) che meglio potrebbero essere impiegate utilizzando il personale in forza agli ispettorati del lavoro dell'Isola, compresi i nuovi provenienti dal corso Formispe, che attualmente sono in attesa di avere assegnate le mansioni, ed altri che, pur essendone in possesso fin dal mese di gennaio 2010, aspettano ancora le direttive operative del dipartimento lavoro;

alla luce dei risultati ottenuti e del servizio svolto dagli ispettori del lavoro, appare più che naturale la concessione dell'indennità di funzione;

necessita provvedere alla stipula, da parte dell'Assessorato regionale della famiglia, di un'apposita polizza assicurativa a favore degli ispettori del lavoro operanti in Sicilia, al fine di assicurare una congrua copertura dei rischi derivanti dallo esercizio delle funzioni loro assegnate dalle vigenti normative regionali;

le insufficienti risorse destinate al settore comportano grave disagio per gli uffici che, a volte, si vedono costretti ad anticipare per mesi i soldi per le spese di carburante e di vitto, perché l'indennità di missione è stata soppressa;

visto che:

già da tempo in altre regioni d'Italia sono state stipulate apposite convenzioni con istituti di credito al fine di consentire agli ispettori del lavoro l'accesso ad una linea di credito agevolato, in quanto gli stessi per evidenti e documentate ragioni di sicurezza sono costretti a cambiare spesso la propria autovettura, dato che viene
utilizzata per effettuare gli accessi ispettivi nel territorio provinciale di competenza, in quanto non esiste un parco auto del dipartimento lavoro destinato a tale impiego;

l'Assemblea regionale, nella seduta n. 167 del 27 aprile 2010, in occasione della discussione del bilancio regionale, ha dedicato ambio dibattito alla disamina di quanto sopra riportato e che il Governo regionale, nella persona dell'Assessore per la famiglia, si è dichiarato disponibile a risolvere i gravi problemi discussi anche con la ripresa dell'iter parlamentare del disegno di legge n. 138 del 2008, già votato all'unanimità dalla Commissione legislativa competente;

per sapere:

quali iniziative si intendano adottare per far fronte alla necessità di venire incontro alle difficoltà operative degli ispettori del lavoro, e rendere efficienti e capillari sul territorio, anche attraverso l'impiego di risorse umane e strumentali adeguate, i controlli in materia di vigilanza sul lavoro nero e prevenzione degli infortuni;

se non ritengano di attivarsi per l'approvazione del sopra citato disegno di legge n. 138 del 15 luglio 2008, recante 'Istituzione del ruolo degli ispettori del lavoro norme per il contrasto al lavoro irregolare', a tutt'oggi rimasto lettera morta, nonostante sia già stato a suo tempo licenziato dalla V Commissione legislativa permanente dell'Assemblea regionale siciliana e trasmesso in Commissione 'Bilancio'.


VINCENZO MARINELLO

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19/05/2010

MOZIONE

N. 194 - Interventi in ordine al progetto di ricerca di idrocarburi 'D 354 C. R-SL' al largo delle coste di Sciacca e Menfi, in provincia di Agrigento, e Castelvetrano, in provincia di Trapani.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

la società 'San Leon Energy s.r.l.', con capitale sociale di euro 10.000,00, avente sede in via Rubichi n. 93 a Monteroni di Lecce, ha presentato al Ministero dello sviluppo economico, in data 7 marzo 2008, domanda di ricerca in mare di idrocarburi, denominata 'D 354 C.R-.SL.';

in data 20 gennaio 2009 veniva rilasciato parere favorevole da parte del CTIG/CIRM (communication infrastructure test group/centro internazionale radiomedico);

in data 13 aprile 2010, veniva pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, nella sezione inserzioni a pagamento, la richiesta di verifica di assoggettabilità ambientale e che da tale data decorrevano i 45 giorni per effettuare, da parte di soggetti interessati, osservazioni, istanze o pareri;

in data 3 maggio veniva affissa all'Albo pretorio del Comune di Sciacca una lettera senza oggetto indirizzata 'Alla cortese attenzione del Responsabile Affissioni nell'Albo Pretorio', con allegato un plico contenente la documentazione relativa alla valutazione di impatto ambientale (VIA) per il suddetto progetto;

in data 12 maggio 2010, l'associazione di promozione sociale 'L'altra Sciacca', in una pubblica conferenza stampa, portava a conoscenza della cittadinanza l'esistenza del suddetto progetto di ricerca di idrocarburi, per altri versi del tutto misconosciuto da tutte le autorità competenti;

il tratto di mare interessato dalle ricerche si estende per 480 Km e si sviluppa parallelamente alla costa compresa tra le città di Sciacca e Menfi (AG), e Castelvetrano (TP), con una distanza minima dalla battigia di appena 2 Km;

il piano di ricerca prevede:

1) una prima fase con indagini sismiche condotte con 'irgun' (pistola ad aria che crea un'onda sonora ad alta intensità) e geofoni;

2) una seconda fase in cui verranno effettuate delle trivellazioni allo scopo di emungere il petrolio dai giacimenti petroliferi per valutarne la redditività;

le città di Sciacca, Menfi e Castelvetrano sono a prevalente economia turistica e peschereccia;

le stesse città hanno ricevuto dallo Comunità europea, dallo Stato e dalla Regione, centinaia di milioni di euro per lo sviluppo turistico del loro territorio. In particolare si citano:

1) resort di lusso della catena alberghiera 'Forte', con annessi campi da golf sulla spiaggia, ubicato a Sciacca, per circa 70 milioni di euro a fondo perduto;

2) resort di lusso della catena alberghiera 'Sol Melià', ubicato sulla costa di Sciacca in località Monte Rotondo, per un importo finanziato di circa 70 milioni di euro;

3) complesso di 3 alberghi, denominato SITAS, per un importo finanziato di svariate decine di milioni di euro;

4) porto turistico, ubicato a Menfi, per un importo finanziato di circa 20 milioni di euro;

il Comune di Sciacca possiede il più grande bacino idrotermale d'Europa con annesse terme;

il sopracitato Comune possiede il più grande porto peschereccio di pesce azzurro del Mediterraneo;

il Comune di Menfi, per il quattordicesimo anno consecutivo, ha conseguito l'ambito riconoscimento della 'Bandiera Blu' per la qualità del suo mare e delle sue spiagge, conferito dalla 'Foundation for Environmental Education';

nel Comune di Castelvetrano, prospiciente la costa, si trova una tra le più grandi e meglio conservate acropoli greche, vestigia della città di Selinunte;

sulla costa prospiciente il bacino di ricerca si trova il sito archeologico di Eraclea Minoa;

sulla costa medesima si trovano aree particolarmente pregiate dal punto di vista naturalistico (Area SIC Sistema Dunale Capo Granitola, Porto Palo e Foce del Belice, SIC Fondali di Capo San Marco, SIC Foce del Fiume Verdura, SIC Foce del Magazzolo e Foce del Platani);

RILEVATO in particolare che:

al largo di Sciacca ed all'interno del bacino di ricerca petrolifera vi sono i più grandi banchi coralliferi del Mediterraneo, ove cresce il pregiatissimo 'Corallo di Sciacca', specie marina che cresce unicamente in tale zona;

l'intera zona è altamente sismica;

in epoca storica (1831) si è verificata una violenta eruzione di un vulcano marino che ha generato un'isola, poi sprofondata in mare (isola Ferdinandea), che trovasi ubicata nelle immediate adiacenze del campo di ricerca;

recentemente è stato scoperto che l'isola Ferdinandea è parte di uno dei più grandi complessi vulcanici del Mediterraneo, denominato 'Empedocle', oggi ancora attivo;

CONSIDERATO che:

dati gli elevati rischi connessi agli impianti 'off-shore', di cui si è avuto un tragico monito a seguito dagli avvenimenti nel Golfo del Messico, appare irrisorio un capitale sociale di appena 10.000,00 euro della società concessionaria;

la distanza dalla costa è di appena 2 Km e quindi le piattaforme petrolifere saranno ben visibili dalla costa ed in alcuni casi raggiungibili a nuoto, con gravissima compromissione dei siti archeologici, ambientali e turistici;

il divieto di balneazione e pesca, che accompagna le perforazioni a mare per una distanza di alcune miglia, potrà rendere non balneabili svariati chilometri di costa;

le onde sonore dovute alle indagini sismiche hanno effetti devastanti sulla fauna marina, che in quella zona è particolarmente ricca e varia;

lo sversamento accidentale di idrocarburi, dovuto all'emungimento dei giacimenti, comporterà un inquinamento irreversibile del fragilissimo e ricchissimo ecosistema faunistico;

il depauperamento della flora e della fauna, dovuti alle attività di ricerca, trivellazione e estrazione, porteranno ad un impoverimento della fauna ittica e quindi ad un sicuro impoverimento della florida economia del comparto della pesca;

l'alterazione del regime delle falde profonde a causa delle trivellazioni petrolifere potrebbe compromettere in maniera irrimediabile il bacino termale di Sciacca;

la presenza di vulcani attivi in prossimità della costa rende oltremodo rischioso l'esercizio di attività di estrazione petrolifera;

l'opinione pubblica è venuta a conoscenza del permesso di ricerca, il cui iter è cominciato ben due anni prima, a soli 15 giorni dalla scadenza del periodo di presentazione delle osservazion alla VIA, e da soggetti non istituzionali;

contrariamente a quanto riportato nella Gazzetta Ufficiale del 13 aprile 2010, pag. 119, inserzione C10929, nella quale si dichiarava l'avvio del procedimento amministrativo dell'assoggettabilità ambientale, la documentazione relativa alla VIA non è pubblicata nel sito del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare,

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

ad intervenire urgentemente per:

1) verificare se vi siano state gravi violazioni al principio di pubblicità degli atti amministrativi, dato che la popolazione è stata avvertita di un progetto con così gravi conseguenza sul territorio ben due anni dopo l'avvio del procedimento amministrativo ed a soli 15 giorni dalla scadenza dell'ultimo parere di carattere
ambientale richiesto per l'autorizzazione;

2) verificare se il capitale sociale della San Leon Energy s.r.l., di appena 10.000,00 euro, sia congruo rispetto agli elevatissimi rischi ambientali che la suddetta ricerca comporta;

3) esercitare l'opportuna vigilanza in relazione ai problemi di sicurezza dovuti all'altissima sismicità ed alla presenza di vulcani attivi;

4) riferire all'Assemblea regionale siciliana se, prima del rilascio alla San Leon Energy delle sopracitate autorizzazioni, siano stati valutati i vantaggi dello sfruttamento di un eventuale bacino petrolifero rispetto ai gravissimi svantaggi dovuti alla compromissione ambientale di una delle più felici coste d'Italia, ricca di storia e di insostituibili tesori ambientali ed alle conseguenti irrimediabili compromissioni dell'economia delle
città rivierasche;

5) verificare se sia ammissibile la presentazione, da parte della San Leon Energy s.r.l., di una documentazione della VIA, ove si parla genericamente dell'impatto ambientale, dell'uso dei geofoni e non, anche e sopratutto, del ben più grave impatto ambientale della realizzazione dei due previsti pozzi esplorativi, anche in considerazione della presenza nelle immediate adiacenze di vulcani attivi;

6) verificare, inoltre, se sia ammissibile vanificare in un sol colpo l'ingente serie di investimenti che Comunità europea, Stato, Regione e privati hanno riversato sulle coste di Sciacca, Menfi e Castelvetrano;

7) spiegare come una scelta, tale da condizionare gravemente ed irrimediabilmente lo sviluppo di un intero territorio, possa essere stata assunta tramite una procedura di affidamento, quale quella di cui la San Leon Energy s.r.l. è soggetto, nel più assoluto silenzio da parte di tutti gli enti competenti, e nella più completa ignoranza, da parte delle popolazioni coinvolte, del drammatico mutamento del proprio destino;

ad intervenire presso il Governo nazionale perchè sia rigettata la richiesta di concessione di ricerca di idrocarburi, in nome di un più grande interesse ambientale, economico, sociale, archeologico e storico del territorio coinvolto;

ad assumere le opportune iniziative perchè venga stabilita, con apposita legge, l'intangibilità della costa meridionale della Sicilia, che costituisce fino ad oggi, un patrimonio insostituibile dell'Italia, da parte di attività profondamente deturpanti ed ambientalmente rischiosissime, quali quelle della prospezione petrolifera;

a riferire tempestivamente all'Assemblea regionale siciliana l'esito delle interlocuzioni intraprese con il Ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare sulle numerose richieste di ricerca di idrocarburi in mare attualmente presentate;

a verificare il corretto esercizio della ripartizione delle competenze fra Stato e Regione in ordine al rilascio di autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi in mare, alla luce delle prerogative statutarie e della legislazione regionale vigente'.

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- Alla mozione è stato presentato l'ordine del giorno n. 389.

- Con nota 7508 del 30 luglio 2009 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio a sostenere in seno all'Aula la discussione della mozione.
- Nel corso della seduta n. 191 del 3 agosto 2010 l'Assemblea ha preso atto della richiesta dell'on. Marziano di apporre la propria firma alla mozione.
- Nella seduta n. 191 del 3 agosto 2010 è stato presentato ed approvato il seguente emendamento aggiuntivo a firma dell'on.le De Benedictis che si trascrive nel testo coordinato:

'aggiungere alla fine i seguenti incisi:

a riferire tempestivamente all'Assemblea regionale siciliana l'esito delle interlocuzioni intraprese con il Ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare sulle numerose richieste di ricerca di idrocarburi in mare attualmente presentate;

a verificare il corretto esercizio della ripartizione delle competenze fra Stato e Regione in ordine al rilascio di autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi in mare, alla luce delle prerogative statutarie e della legislazione regionale vigente'.

- Alla mozione è stato presentato l'ordine del giorno n. 389.


Marinello Vincenzo (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Mattarella Bernardo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Panarello Filippo (PD), De Benedictis Roberto (PD), Musotto Francesco (MPA), Digiacomo Giuseppe (PD), Faraone Davide (PD), De Luca Cateno (MISTO), Ferrara Massimo (PD), Ammatuna Roberto (PD), Gucciardi Baldassare (PD),
Marziano Bruno (PD).

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13/05/2010

DISEGNO DI LEGGE

N. 562 - Trasferimenti annuali in favore dei consorzi di comuni che si occupano della gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.



Caputo Salvino (PDL), Speziale Calogero (PD), Fiorenza Cataldo (Misto), Maira Raimondo (UDC), Marrocco Livio (Sicilia.) Corona Roberto (PDL), Adamo Giulia (Sicilia.) Calanducci Francesco (MPA), Cordaro Salvatore (UDC), D'Agostino Nicola (MPA), Marinello Vincenzo (PD), Nicotra Raffaele (Sicilia), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Romano Fortunato (MPA), Apprendi Giuseppe (PD), Leontini Innocenzo (PDL), Pogliese Salvatore (PDL), Falcone Marco (PDL), Vinciullo Vincenzo (PDL), Buzzanca Giuseppe (PDL), Donegani Michele (PD)

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30/04/2010

ORDINE DEL GIORNO

N. 357 - Destinazione di risorse a favore delle imprese di pesca di cui all'allegato 'A' del decreto dirigenziale 22 dicembre 2004.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che il capitolo di bilancio 746811 è stato impinguato di 640 migliaia di euro,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

a destinare tale cifra al pagamento in favore delle imprese di pesca beneficiarie, individuate nell'allegato 'A' del decreto del dirigente generale 22 dicembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 9 del 4 marzo 2005, recante la graduatoria dei progetti giudicati ammissibili ed effettivamente realizzati, relativi alla costruzione di nuove imbarcazioni.


Marinello Vincenzo (PD), Cracolici Antonino (PD), Panepinto Giovanni (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Faraone Davide (PD)
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26/03/2010

DISEGNO DI LEGGE

N. 548 - Interventi a compensazione dei danni da peronospora della vite (plasmopara viticola).



Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), Lupo Giuseppe (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Vitrano Gaspare (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Donegani Michele (PD), Ammatuna Roberto (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Di Guardo Antonino (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD).

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10/03/2010

DISEGNO DI LEGGE

N. 539 - Istituzione e finanziamento di zone franche urbane.



Lupo Giuseppe (PD). Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).
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17/02/2010

DISEGNO DI LEGGE

N. 528 - Riordino del sistema della gestione integrata dei rifiuti in Sicilia



De Benedictis Roberto (PD), Cracolici Antonino (PD), Lupo Giuseppe (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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01/02/2010

DISEGNO DI LEGGE

N. 512 - Credito di imposta regionale per l'incremento dell'occupazione



Lupo Giuseppe (PD), Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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10/12/2009

INTERROGAZIONE

N. 919 - Opportune iniziative tese all'apertura di una sede distaccata dell'ufficio del Genio civile a Sciacca (AG) per lo svolgimento della procedura di deposito pratiche.



All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

ai sensi dell'articolo 32 della l.r. n. 7 del 2003, al fine di promuovere lo snellimento delle procedure, è attiva per il deposito in tempo reale di progetti e varianti in base agli articoli 2, 17 e 18 della legge n. 64 del 1974 ed all'articolo 4 della l. n. 1086 del 1971 la procedura di deposito delle pratiche relativamente alle zone ad alta
sismicità, come riportato nel sito istituzionale del Genio civile di Agrigento;

secondo la procedura, i professionisti presentano l'istanza del progetto o della variante, mentre i funzionari direttivi esaminano formalmente la pratica, controllando che la documentazione sia completa e, nel caso in cui questa sia incompleta, l'istanza viene respinta e pertanto non caricata al protocollo;

la prima fase della procedura consiste semplicemente in una mera verifica veloce e formale della completezza del progetto presentato;

rilevato che per tale prima fase della procedura è oggi necessario recarsi presso gli uffici del Genio civile che hanno sede ad Agrigento, con notevoli disagi per i professionisti (ingegneri, architetti, geometri e periti edili), disagi dovuti ai numerosi chilometri da percorrere per raggiungere tale sede;

per sapere se non ritenga opportuno porre in essere le necessarie iniziative presso l'ufficio del Genio civile di Agrigento allo scopo di provvedere all'apertura, almeno un giorno alla settimana, di una sede distaccata nella città di Sciacca (AG), al fine di consentire il rilascio dell'attestazione di avvenuto deposito dei progetti, agevolando notevolmente l'attività di tutti i professionisti del settore non solo di Sciacca, ma anche di tutti i paesi limitrofi, quali Menfi, Santa Margherita di Belice, Montevago, Sambuca, Ribera, Burgio e Calamonaci.


VINCENZO MARINELLO

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17/11/2009

MOZIONE

N. 158 - Revoca delle deleghe conferite all'Assessore regionale alla Presidenza.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

il Presidente della Regione, On. Raffaele Lombardo, ha conferito all'avvocato Gaetano Armao, tra le altre, la delega alla Protezione civile nell'ambito della funzione di Assessore destinato alla Presidenza;

la delega assegnata non include la materia dei termovalorizzatori e delle relative gare di appalto indette durante il precedente Governo Cuffaro e le cui procedure, peraltro, sono state ritenute illegittime dalla Corte di giustizia delle Comunità europee;

RICORDATO che:

la decisione della Corte di giustizia ha obbligato la Regione siciliana a ripetere le gare per i termovalorizzatori, che avevano visto assegnare l'appalto alla società 'Actelios', compartecipata della 'Falck';

il Presidente della Regione, in una pubblica dichiarazione dell'11 settembre u.s., in conformità alla sentenza della Corte di giustizia e secondo consolidata giurisprudenza, ha affermato che agli aggiudicatari non era dovuto alcunché dalla Regione a titolo risarcitorio per atti conseguenti a gare nulle;

ciononostante, l'Assessore regionale alla Presidenza, avvocato Gaetano Armao, circa un mese dopo, dava comunicazione a mezzo stampa dell'intenzione della Regione di riconoscere un risarcimento al gruppo societario;

successivamente a quanto sopra detto, si è verificato l'improvviso rialzo del valore azionario delle società del gruppo 'Falck';

RILEVATO che:

così facendo, l'Assessore Armao, pur non avendo alcuna delega in materia, si occupava, per conto della Regione, delle vicende relative alla gara per i termovalorizzatori ed al contenzioso derivatone con il gruppo Falck;

il suddetto comportamento contraddiceva la decisione assunta con gli atti amministrativi, che dichiaravano nulla la gara, facendo ritenere possibile il riconoscimento di un ristoro;

l'Assessore alla Presidenza, avv. Armao, rendeva tali dichiarazioni dopo aver dato corso alla richiesta della Falck di pagamento di una parcella milionaria per prestazioni professionali da lui precedentemente svolte nell'interesse della stessa, e che oggettivamente tali comportamenti sono incompatibili con la sua funzione;

l'avv. Armao risulterebbe avere avuto rapporti con una società coinvolta nel progetto di realizzazione del termovalorizzatore di Bellolampo a Palermo, la Pea, che vede tra i propri soci Amia, Falck Waste Italia, Actelios ed Emit;

RITENUTO quindi, che la condotta istituzionale dell'avvocato Armao costituisca un evidente e ripetuto caso di conflitto d'interessi, incompatibile con la posizione di terzietà che deve rivestire qualunque amministratore pubblico, conflitto non rimosso dalla rinuncia alla difesa legale, rinuncia oltretutto non accertata e soltanto apparente, poiché parte della sua stessa clientela è passata ai colleghi di studio, mantenendo persino il
medesimo domicilio legale;

APPRESO che l'avv. Armao ha rimesso nelle mani del Presidente della Regione la delega alla Protezione civile, riconoscendo di fatto l'incompatibilità delle sue attività politico-amministrative con quella libero-professionale, e tuttavia non rimuovendo completamente i dubbi sulla natura del suo conflitto
d'interessi nella qualità di componente della Giunta di Governo,

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

a revocare tutte le deleghe conferite all'Assessore regionale alla Presidenza, avvocato Gaetano Armao.


Cracolici Antonino (PD), Lupo Giuseppe (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Di Guardo Antonino (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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05/10/2009

MOZIONE

N. 150 - Interventi per la rimodulazione dei premi delle misure agro-ambientali previsti dalla misura 214 del piano di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 della Regione siciliana.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

il Regolamento CE 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ha come obiettivo l'accrescimento della competitività del settore agricolo e forestale, sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e l'innovazione, la valorizzazione dell'ambiente e dello spazio naturale, la gestione del territorio e il miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali, e promuovendo la diversificazione delle attività economiche;

l'art. 17 del Reg. CE 1698/2005 citato stabilisce che il contributo finanziario della Comunità a favore di ognuno dei tre obiettivi di cui all'art. 4 copre almeno il 10% del contributo totale del FEASR destinato al programma per gli assi 1 e 3 di cui al titolo IV, capo l, sezioni 1 e 3, mentre almeno il 25% del contributo totale del Fondo va all'asse 2 di cui al titolo IV, capo 1, sezione 2;

l'indicazione espressa dall'Unione europea con il dettato dell'art. 17, che stabilisce l'equilibrio finanziario tra gli obiettivi, è quella di considerare l'asse 2 prioritario nella distribuzione delle risorse finanziarie, ritenendo il miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale strategico per il rilancio dell'agricoltura;

l'allegato al Reg. CE 1698/2005, all'art. 39(4), relativo ai premi per le misure agro-ambientali, stabilisce 600 euro/ha per le colture annuali e 900 euro/ha per le colture perenni specializzate, dando la possibilità ai singoli Stati membri di maggiorare tali importi in casi eccezionali in relazione a particolari circostanze debitamente giustificate nei programmi di sviluppo rurale;

CONSIDERATO che:

i premi per le misure agro-ambientali stabiliti dalla Regione siciliana sono nettamente inferiori a quanto indicato nell'allegato al Reg. CE 1698/2005, art. 39(4);

come si evince dall'allegato 1 al PSR, la metodologia adottata dall'Assessorato Agricoltura e foreste per il calcolo dei premi per ettaro delle misure agro-ambientali, si basa in parte su dati ufficiali della contabilità della rete di informazione contabile agricola (RICA) e in parte su valutazioni soggettive;

i dati concernenti la contabilità RICA sono stati utilizzati per determinare costi, ricavi e margini lordi per le coltivazioni con metodo convenzionale, mentre per i calcoli concernenti l'azione 'A' si è proceduto a valutazioni soggettive, molto spesso discordanti da coltura a coltura, in quanto 'non si dispone di documentazione ufficiale, poiché di tale metodo produttivo la RICA non è in possesso di campioni aziendali isolabili e rappresentativi'
(pag. 10, lett. c) dell'allegato 1);

per il metodo di gestione biologico, azione 'B', si è proceduto allo stesso modo dell'azione A 'stante il fatto che la consistenza dei campioni aziendali per molti indirizzi produttivi in esame si è rilevata spesso insufficiente, per cui i risultati non presentano adeguata rappresentatività, infatti, i valori della RICA sono stati oggetto di alcuni
adattamenti ponderati e discendenti da documentazioni disponibili di altra provenienza' (pag. 10, lett. b) dell'allegato 1);

dall'analisi delle tabelle relative alle colture arboree si sono riscontrate parecchie discordanze assolutamente non giustificate da valutazioni di carattere economico e/o agronomico;

non avendo seguito, gli estensori delle tabelle, un criterio oggettivo per il calcolo dei premi, si sono ottenuti risultati in netto contrasto che rischiano di penalizzare vite e olivo rispetto a fruttiferi ed agrumi;

le tabelle per il calcolo dei premi possono essere rimodulate partendo dai costi codificati della contabilità RICA e seguendo linee di valutazione assolutamente oggettive,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE

ad attivarsi immediatamente per:

a) riformulare le tabelle per il calcolo dei premi delle misure agro-ambientali alla luce delle considerazioni in premessa evidenziate;

b) definire con le autorità di Bruxelles il percorso per modificare il PSR 2007/2013 nella parte relativa al calcolo per la definizione dei premi per l'applicazione delle misure agro-ambientali;

c) predisporre tutti gli atti necessari per trasferire una cifra di circa 100/150 milioni di euro dall'asse 1 all'asse 2.


Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Vitrano Gaspare (PD), Ammatuna Roberto (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Di Guardo Antonino (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD).

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01/10/2009

DISEGNO DI LEGGE

N. 468 - Disposizioni in materia di cremazione delle salme e della conservazione affidamento e/o dispersione delle ceneri



Di Guardo Antonino (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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01/10/2009

INTERROGAZIONE

N. 771 - Notizie sulle presunte irregolarità nella presente (V. nota) gestione del mercato ittico di Porticello (PA).


All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca e all'Assessore per la sanità, premesso che:

anche se da sempre si sono verificate illegalità e soprattutto vendite illegali nell'ambito del mercato ittico di Porticello (PA), fino al 2006 lo stesso aveva comunque assicurato una certa garanzia per quanto riguarda la sicurezza e l'igiene alimentare, ed - alla fine di ogni anno - anche per ciò che riguarda le entrate erariali nelle casse comunali e statali. Esso, infatti, chiudeva il bilancio in attivo o comunque in pareggio e le suddette illegalità rimanevano circoscritte, frequentemente individuate e sanzionate dalle forze dell'ordine. Non ultimo, il blitz del febbraio 2008 della Guardia di finanza ha fatto emergere illegalità ed inadempienze per 9 ditte commerciali che esercitano all'interno del mercato ittico. Ma, in questi ultimi 18 mesi, il suddetto mercato ha perso definitivamente anche quel poco che gli era rimasto di garanzie sia igieniche sia fiscali, l'ex AUSL ha abbandonato infatti del tutto la sua postazione all'interno del mercato, interpretando in modo quantomeno strano le recenti norme sull'igiene e la sicurezza alimentare del pescato, ed il mercato ha continuato a svolgersi all'esterno dello stesso, producendo così lavoro e guadagni sommersi al di fuori di ogni controllo fiscale per svariati milioni di euro;

i lavoratori della pesca di Porticello, e con ciò intendiamo i pescatori stessi riuniti in cooperative, sono vittime di un sistema perverso che si è venuto a creare e che li ha resi involontariamente complici, a causa sia di intimidazioni subite direttamente o indirettamente, sia di una diffusa ed ingenua 'superficialità' dei loro 'carnefici'. Essi hanno comunque preso coscienza che questo stato di cose non fa altro che danneggiare loro stessi, ma anche e soprattutto la loro immagine di fronte all'opinione pubblica, assieme al bene della collettività tutta del loro territorio, ed hanno cominciato un percorso di autocritica sui propri errori nell'intento di iniziare una nuova stagione di legalità finalizzata allo sviluppo dell'economia dei tradizionali mestieri di pesca ormai al collasso;

considerato che ci sono state reiterate denunzie e segnalazioni alle autorità competenti anche da parte del comandante della Polizia municipale, del Sindaco di Santa Flavia (PA) e da parte della categoria delle imprese dei lavoratori della pesca;

per sapere:

1. se risponda a verità che le compravendite di pesce si svolgono ogni notte fuori dall'area mercatale, e cioè nello spiazzo antistante il suddetto mercato, in violazione di tutte le norme igienico-sanitarie a danno soprattutto dei consumatori ignari; ciò comporta, altresì, un danno erariale a danno dello Stato e dell'ente per mancate entrate fiscali per milioni di euro;

2. perché le forze dell'ordine, a cominciare dalla Polizia municipale e dai Vigili sanitari, siano intervenute solo di recente per ripristinare la legalità, pur in presenza di denunce fatte pervenire da singoli cittadini (con tanto di generalità rilasciate a chi di dovere), testimoni dei fatti;

3. se siano mai state elevate multe e sanzioni nei confronti delle ditte commerciali inadempienti e, in caso negativo, per quali motivi, ed in tal caso che tipo di provvedimenti siano stati adottati;

4. nel caso siano state elevate tali multe, quante di queste siano state riscosse negli ultimi due anni;

5. quali siano i motivi che hanno indotto l'ex AUSL a non rendere un servizio essenziale e strategico che, nella fattispecie, è di estrema importanza e delicatezza;

6. se risponda a verità che le somme derivanti dall'ultimo attivo di bilancio (2006) non siano state utilizzate prima come risorse utili alla manutenzione, agli adeguamenti strutturali, per migliorie funzionali e per un più confortevole e professionale uso di locali, visto che, a quanto pare, gli stessi versano in una grave situazione di degrado ed abbandono, non agevolando così certo il regolare svolgimento delle attività quotidiane;

se ritengano opportuno avviare una tempestiva indagine sulla situazione del mercato ittico, al fine di ripristinare la legalità in un territorio così pesantemente martoriato dalla criminalità organizzata e colpito della crisi economica.


VINCENZO MARINELLO

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30/09/2009

MOZIONE

N. 149 - Mancata attuazione degli articoli 16, 17, 18, 19 e 20 della legge finanziaria regionale n. 6 del 2009, riguardanti interventi in favore del comparto agricolo.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

la legge finanziaria regionale n. 6 del 2009 ha previsto diversi interventi in favore del comparto agricolo. In particolare:

a) gli articoli 16 e 17 affrontano il problema della concessione di prestiti agevolati alle aziende agricole e dispongono di una cospicua dotazione finanziaria, pari a 35 milioni di euro, per interventi di abbattimento degli interessi;

b) l'art. 18 si occupa della ristrutturazione delle passività delle aziende agricole, mentre l'art. 19 proroga di un anno la scadenza delle cambiali agrarie;

c) l'art. 20 chiude l'annosa questione delle calamità pregresse e crea le condizioni per indennizzare le aziende danneggiate dalla peronospora nel 2007, dopo lo 'scippo' perpetrato dal Governo nazionale dei 50 milioni di euro destinati a tale scopo;

il sistema delle cantine sociali siciliane è al collasso e con esso quasi tutte le aziende viticole conferitrici;

una delle principali cause della crisi è il costante calo del prezzo delle uve registratosi negli ultimi anni;

le cantine, da sempre, hanno utilizzato il sistema di pagamento delle uve ai soci attraverso un anticipo sul conferimento, e il conguaglio all'approvazione del bilancio;

negli ultimi anni, purtroppo, si è assistito alla diminuzione drastica del prezzo di anticipazione che, per le uve comuni, è passato mediamente dai 20 euro/qle del 2007, ai 15 euro/qle del 2008 e ai circa 10 euro/qle del 2009;

a tale drastica riduzione di prezzo delle anticipazioni si è sommato il fatto che molte cantine non sono riuscite ad aggiungere altre somme al conguaglio, per cui il prezzo di anticipazione, di fatto, è diventato il prezzo finale dell'uva;

il ricorso al credito per fornire le anticipazioni ai soci, oltre ad aggravare i costi di gestione per il peso degli oneri finanziari, comporta un'altra gravissima conseguenza che è determinata dalla fragilità economica della maggior parte delle cantine sociali siciliane che, in prossimità della scadenza del prestito ottenuto per
le anticipazioni, si vedono costrette a svendere parte della produzione per chiudere la cambiale dell'anno precedente e chiedere i soldi al sistema bancario per le nuovi anticipazioni;

tale meccanismo perverso, ormai, non è più sostenibile;

CONSIDERATO che:

per porre fine a tale meccanismo e, comunque, garantire alle aziende viticole la liquidità minima per continuare l'attività, è indispensabile ricorrere a quanto previsto dagli articoli 16, 17, 18, 19 e 20 della legge finanziaria n. 6 del 2009 per il comparto agricolo;

in particolare, per l'articolo 17 della l.r. n. 6 del 2009, è prevista una dotazione finanziaria pari a 8 milioni di euro per la concessione alle aziende agricole di prestiti agevolati di conduzione per la durata massima di un anno, e di 12 milioni di euro per la concessione di prestiti per la ristrutturazione dei debiti o per l'acquisto di beni ammortizzabili in più anni;

l'ipotesi avanzata consente il raggiungimento di diversi obiettivi, quali:

a) fine del sistema delle anticipazioni, che condiziona pesantemente il prezzo finale delle uve;
b) concessione di prestiti ai soci conferitori sulla base della superficie condotta e non dei quintali conferiti, in modo da non condizionare il prezzo di riferimento delle uve;
c) possibilità di avere i prestiti assistiti dalla garanzia sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia (FIG);
d) minore condizionamento delle vendite di vino da parte delle cantine che, svincolate dal meccanismo perverso dell'anticipazione/chiusura cambiale agraria/nuova anticipazione, potranno avere maggiore potere contrattuale nel libero mercato;
e) diminuzione enorme del carico di lavoro degli uffici che si troverebbero ad istruire poche decine di pratiche invece che alcune migliaia;

pur se la crisi che investe il settore è anche di ordine strutturale, è comunque possibile ricorrere alla normativa sopra indicata, mirando ad eliminare il sistema delle anticipazioni, che è una delle principali cause di condizionamento del prezzo dell'uva;

tale intervento, accompagnato da altre due azioni immediatamente attivabili, anche queste a normativa vigente e a risorse certe, quali l'aiuto diretto ai produttori nella misura di 400-500 euro/ha, utilizzando le risorse dell'Organizzazione comune dei mercati (OCM) vino e l'aumento dei premi per le misure agro-ambientali a 900 euro/ha, come indicato dall'Unione Europea, consentirebbe alle aziende agricole di affrontare con maggiore serenità i prossimi anni e a tutti gli attori del comparto vitivinicolo di progettare il possibile rilancio di uno dei settori strategici dell'economia siciliana,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE

ad attivarsi immediatamente per:

a) pubblicare in tempi brevi la circolare applicativa dell'art. 17 della l.r. n. 6 del 2009;
b) riconoscere tra i soggetti beneficiari, di cui al comma 1, lettera a), le imprese agricole associate, quali le cantine sociali, costituite da soci conferitori;
c) prevedere la possibilità per i soggetti di cui alla lettera precedente, cosi come previsto nei bandi di ristrutturazione dei vigneti, di presentare progetti collettivi in nome e per conto dei propri soci;
d) definire una soglia di intervento minima di circa 1500 euro/ha;
e) assistere le operazioni di prestito collettive con la garanzia sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia e, in alternativa, con la garanzia fideiussoria diretta, rilasciata dalla Società di gestione dei fondi per l'agroalimentare (SGFA), nell'ambito della Convenzione stipulata il 29 novembre 2005 tra la Regione e l'ISMEA;
f) definire un iter istruttorio che preveda una corsia preferenziale per i progetti collettivi, in modo da consentire, in tempi celeri, l'erogazione dei prestiti alle cantine sociali e, in seguito, l'accredito delle spettanze ad ogni singolo socio, in linea con i tempi registrati negli anni precedenti per le anticipazioni.


Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Vitrano Gaspare (PD), Ammatuna Roberto (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Di Guardo Antonino (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD).

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15/09/2009

MOZIONE

N. 145 - Interventi contro i tagli prodotti al personale nella scuola pubblica dalla legge Gelmini.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

il Governo nazionale ha posto in essere diversi provvedimenti che hanno determinato un notevole ridimensionamento agli organici della scuola pubblica;

il taglio degli organici previsti dalle legge n. 133 del 2008 ha prodotto una gravissima diminuzione degli incarichi annuali attribuiti al personale docente, ed amministrativo, tecnico, ausiliario (ATA);

la situazione è resa ancor più grave dal blocco del turn over che ha interessato oltre 30.000 dipendenti che, a partire dal 1° settembre 2009, sono andati in pensione;

i tagli complessivi ammontano ad oltre 40.000 posti di lavoro;

il numero degli incarichi annuali attribuiti nel corrente anno scolastico è minore del previsto, stante che non è stato predisposto alcun limite alle assegnazioni provvisorie, tanto è vero che per molte classi di concorso più del 90% delle cattedre sono state attribuite come assegnazione provvisoria;

la riduzione degli incarichi a favore dei soggetti inseriti nelle graduatorie dei docenti e nei diversi profili del personale ATA rappresenta un licenziamento di massa che non ha precedenti nel pubblico impiego;

la Sicilia è la Regione più colpita dai tagli voluti dal Governo nazionale, visto che nell'anno scolastico 2009-2010 ci saranno ben 6.779 precari che non troveranno occupazione;

specificamente rimaranno senza lavoro 5.198 insegnanti e 1.581 amministrativi;

detti tagli pregiudicano la qualità sia funzionale che didattica della scuola pubblica siciliana e, di fatto, impediscono agli alunni ed alle famiglie di giovarsi di un modello d'istruzione in linea con i tempi, che richiede sempre maggiori conoscenze e capacità per concorrere nel sistema globale;

la riduzione degli organici, inoltre, compromette il diritto all'istruzione ed all'integrazione degli alunni diversamente abili, i quali verranno, nella stragrande maggioranza, privati dell'insegnante di sostegno;

a seguito della predetta riduzione dei posti, contravvenendo a qualsivoglia norma sulla sicurezza nelle scuole, le classi potranno essere composte da ben 35 alunni, con la presenza anche di quattro discenti diversamente abili;

nel decreto cosiddetto 'salva precari', di fatto, si introduce una formula di cassa integrazione che assieme ad altre misure tampone, peraltro previste per i soli docenti, rappresenta un palliativo destinato a non risolvere i problemi della scuola pubblica siciliana, mortificante per i docenti ed il personale ATA escluso dalle nomine;

compito primario del Governo regionale è quello di salvaguardare i legittimi interessi dei cittadini siciliani, i quali hanno diritto ad una scuola pubblica adeguata e funzionale e ad un lavoro dignitoso per sè e per le proprie famiglie;

tale obiettivo può essere conseguito solo ponendo in essere una strategia volta ad ottenere il ripristino dei posti dei docenti e del personale ATA tagliati, sbloccando il 'turn over', contingentando l'uso delle assegnazioni provvisorie, assicurando la nomina dei docenti di sostegno in numero sufficiente a garantire l'assistenza a tutti gli alunni diversamente abili, nonché adottando il tempo prolungato,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

ad esperire iniziative a livello nazionale:
a) per la revoca dei tagli previsti dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive disposizioni, e per l'avvio di un piano di stabilizzazione del personale della scuola mediante l'immediata immissione in ruolo in tutti i posti vacanti e disponibili;
b) per l'abolizione del tetto massimo di un insegnante di sostegno ogni due alunni diversamente abili su base provinciale e il ripristino delle deroghe per l'assegnazione di ore aggiuntive nel caso di disabilità grave;
c) per il ritiro del progetto di legge Aprea, che propone un processo di graduale privatizzazione del sistema scolastico pubblico;
d) per l'abrogazione dell'art. 4 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, in legge 30 ottobre 2008, n. 169, che prevede la figura dell'insegnante unico e dell'orario di 24 ore settimanali nella scuola primaria;

ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale al fine di ottenere lo stanziamento dei fondi necessari alla nomina del personale docente ed ATA che, nel corrente anno scolastico, è stato escluso dalle nomine annuali o sino al termine delle attività didattiche;

ad agire per determinare lo sblocco del turn over, onde evitare che la collocazione in quiescenza del personale, con la successiva riduzione dell'organico, non si trasformi in un esorbitante licenziamento dei precari che da anni svolgono il proprio lavoro con passione e professionalità;

ad assicurare la nomina dei docenti di sostegno in numero sufficiente a garantire l'assistenza a tutti gli alunni diversamente abili;

a porre in essere misure idonee a garantire l'adozione del tempo prolungato in seno al sistema scolastico regionale;

a considerare come prioritaria la 'vertenza scuola siciliana' utilizzando i fondi europei previsti dall'accordo Stato - Regione al fine di ampliare gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori che negli anni hanno svolto la propria attività nella scuola pubblica;

ad intraprendere una decisa iniziativa affinché venga abbandonato il progetto del Governo nazionale, volto a porre in essere un processo di graduale privatizzazione del sistema pubblico scolastico.

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- La mozione è stata approvata con precisazioni del Governo. (V. resoconto stenografico seduta n. 110 del 23 settembre 2009).
- Alla mozione sono stati presentati gli ordini del giorno numeri 180 e 181.


Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Di Guardo Antonino (PD), Digiacomo Giuseppe (PD),
Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Mattarella Bernardo (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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14/09/2009

MOZIONE

N. 144 - Interventi contro i tagli prodotti nella scuola pubblica dalla legge Gelmini.



L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

il Governo nazionale ha posto in essere diversi provvedimenti che hanno prodotto notevoli tagli agli organici della scuola pubblica;

il taglio degli organici previsti dalla legge n.133 del 2008 ha prodotto una gravissima diminuzione degli incarichi annuali attribuiti al personale docente ed ATA;

la situazione è resa ancor più grave dal blocco del turn over che ha interessato oltre 30.000 dipendenti che, a partire dal 1° settembre 2009, sono andati in pensione;

i tagli complessivi ammontano ad oltre 40.000 posti di lavoro;

il numero degli incarichi annuali attribuiti nel corrente anno scolastico è minore del previsto, stante che non è stato predisposto alcun limite alle assegnazioni provvisorie, tanto è vero che per molte classi di concorso più del 90% delle cattedre sono state attribuite come assegnazione provvisoria;

la riduzione degli incarichi a favore dei soggetti inseriti nelle graduatorie dei docenti e nei diversi profili del personale ATA rappresenta un licenziamento di massa che non ha precedenti nel pubblico impiego;

la Sicilia è la Regione più colpita dai tagli voluti dal Governo nazionale, visto che nell'anno scolastico 2009-2010 ci saranno ben 5.500 posti in meno rispetto al precedente;

detti tagli pregiudicano la qualità sia funzionale che didattica della scuola pubblica siciliana e, di fatto, impediscono agli alunni ed alle famiglie di giovarsi di un modello d'istruzione in linea con i tempi, che richiede sempre maggiori conoscenze e capacità per concorrere nel sistema globale;

la riduzione degli organici, inoltre, compromette il diritto all'istruzione ed all'integrazione degli alunni diversamente abili, i quali verranno, nella stragrande maggioranza, privati dell'insegnante di sostegno;

a seguito della predetta riduzione dei posti, contravvenendo a qualsivoglia norma sulla sicurezza nelle scuole, le classi potranno essere composte da ben 35 alunni con la presenza anche di quattro discenti diversamente abili;

nel decreto cosiddetto 'salva precari', di fatto, si introduce una formula di cassa integrazione, che, assieme ad altre misure tampone - peraltro previste per i soli docenti - rappresenta un palliativo destinato a non risolvere i problemi della scuola pubblica siciliana, mortificante per i docenti ed il personale ATA escluso dalle nomine;

compito primario del Governo regionale è quello di salvaguardare i legittimi interessi dei cittadini siciliani, i quali hanno diritto ad una scuola pubblica adeguata e funzionale e ad un lavoro dignitoso per sè e per le proprie famiglie;

tale obiettivo può essere conseguito solo ponendo in essere una battaglia volta ad ottenere il ripristino dei posti dei docenti e del personale ATA tagliati, sbloccando il turn over, contingentando l'uso delle assegnazioni provvisorie ed assicurando la nomina dei docenti di sostegno in numero sufficiente a garantire l'assistenza a tutti gli alunni diversamente abili,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale al fine di ottenere lo stanziamento dei fondi necessari alla nomina del personale docente ed ATA che, nel corrente anno scolastico, è stato escluso dalle nomine annuali o sino al termine delle attività didattiche;

ad agire per determinare lo sblocco del turn over, onde consentire che la collocazione in quiescenza del personale, con la successiva riduzione dell'organico, non si trasformi in un esorbitante licenziamento dei precari che da anni svolgono il proprio lavoro con passione e professionalità;

a considerare prioritaria la vertenza 'scuola siciliana', utilizzando i fondi europei previsti dall'accordo Stato - Regione al fine di ampliare gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori che negli anni hanno svolto la propria attività nella scuola pubblica;

ad intraprendere una decisa iniziativa, affinché venga abbandonato il progetto del Governo nazionale volto a porre in essere un processo di graduale privatizzazione del sistema pubblico scolastico.


Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), Panarello Filippo (PD), Marziano Bruno (PD), Rinaldi Francesco (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Mattarella Bernardo (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Panepinto Giovanni (PD), Raia Concetta (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD)

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04/08/2009

INTERROGAZIONE

N. 716 - Opportune iniziative tese alla restituzione della statuetta raffigurante il dio fenicio Melqart alla città di Sciacca (AG).



Premesso che:

- il Melqart, statuetta bronzea di 38 cm, di epoca fenicia (IX-XI secolo A.C) , di valore inestimabile anche perché supera in dimensioni ed importanza tutte le altre statue del genere, raffigurante il dio del mare, è stata rinvenuta nel mare di Sciacca nel 1955 dal motopesca saccense “Angelica Madre”;


- Il Melqart è conservato presso il museo “Salinas”, a Palermo, città che si affaccia in un altro mare rispetto a quello nel quale è stato rinvenuto. Questo decontestualizza l’opera la quale è inoltre conservata in un angolo della sala dei bronzi del museo, tra tanti altri manufatti di tutte le età, che sminuiscono l’importanza del reperto in oggetto;


- La lunga storia che ha riguardato il Melqart è a tratti oscura e contorta e che la sentenza definitiva emessa nel 1963, alla fine di un lungo e complicato iter burocratico, appare in netto contrasto con quelle disposizioni che hanno portato, anche di recente, a restituire alle loro città di appartenenza, solo per citare qualche esempio, il Satiro Danzante a Mazara del Vallo, l’Efebo di Selinunte a Castelvetrano e la Nave Punica a Marsala;


- Un manufatto conosciuto dagli archeologi e non solo come il “Melqart di Sciacca”, così come si intitola la sentenza, non dovrebbe stare altrove ma unicamente a Sciacca.


Considerato che:


- Esistono le condizione per ospitare il Melqart a Sciacca il quale verrebbe esposto all’interno della nuova, bella e funzionale struttura del “Museo del Mare” ritenuta degna, idonea e sicura per accogliere la statuetta alla quale verrà riservata un’intera sala e proprio ciò che si merita ossia una casa di fronte a quel mare che lo ha custodito per secoli;


- Si ritiene da più parti che il Melqart debba tornare a Sciacca non solo per rendere il giusto merito a coloro che l’hanno ritrovato ma anche per dare testimonianza storica di tutti quei popoli che hanno transitato per i mari antistanti la città termale;

Per sapere:

Quali iniziative si intendano assumere, anche con il coinvolgimento della Sovrintendenza ai Beni Culturali della provincia di Agrigento, per risolvere la controversia in merito alla restituzione del Melqart alla città di Sciacca che richiede di riappropriarsi, attraverso il prezioso reperto, di una importante parte della propria storia.

VINCENZO MARINELLO
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09/07/2009

INTERROGAZIONE

N. 665 - Iniziative volte a risolvere la situazione di pericolo presso il molo di levante del porto di Sciacca (AG).


All’Assessore per i Lavori Pubblici.

Premesso che:

nell’area in oggetto incombe una condizione di pericolo per i pedoni e i mezzi in circolazione a causa dell’assenza delle grate metalliche di protezione in numerose caditoie;

in alcuni tratti del molo le caditoie sono addirittura andate distrutte anche per le numerose precipitazioni dell’inverno scorso provocando voragini lungo il tratto del molo transitabile.

Rilevato che:

nell’intera area portuale vi è una scarsa illuminazione che finisce per acuire la già compromessa condizione in cui versa il molo sopra indicato;

nella stessa area occorre predisporre un piano mirato di interventi di bonifica e manutenzione programmata per porre fine al crescente stato di degrado in cui versa.

Ritenuto che:

il perdurare di questa condizione precaria rischia di compromettere gravemente sul piano economico gli innumerevoli operatori economici operanti nel settore ma anche l’intera cittadinanza e l’immagine della cittadina sul fronte turistico.

Per sapere:

se e quali iniziative si intende adottare per risolvere rapidamente la condizione di pericolo sopraesposta in cui versa il molo di levante del porto di Sciacca.

VINCENZO MARINELLO

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16/06/2009

INTERROGAZIONE

N. 618 - Iniziative per il miglioramento del servizio prestato dalle Autolinee Gallo s.r.l.


Premesso che i problemi e i disagi vissuti da viaggiatori lavoratori, studenti e turisti a causa del modo con cui l’Autolinee Gallo S.r.l. svolge il proprio servizio che si traduce e concretizza nei seguenti punti:
o I passeggeri, spesso costretti a subire la soppressione improvvisa e ingiustificata di una o più corse durante l’arco della giornata, sono obbligati ad attendere la corsa successiva o a ricorrere al proprio mezzo di trasporto, pur avendo pagato il biglietto, al fine di raggiungere il loro posto di lavoro, l'università, la loro abitazione, ecc.

o I passeggeri, con o senza abbonamento, sono lasciati a terra ad aspettare la corsa successiva se non c’è disponibilità di posti a sedere, ad oltranza, e ciò avviene con frequenza quasi settimanale per un congruo numero di persone, per più corse, soprattutto nei giorni d’inizio e fine settimana.

o Nessuna tabella degli orari è fornita agli utenti, i quali possono solo consultarla presso le biglietterie, dove non sempre è di facile lettura.

o Nella predetta tabella sono specificati gli orari di arrivo, che però sono spesso disattesi; ad esempio l’orario tabellato per percorrere i 90Km della S.S. 624 (Fondovalle) è di un’ora e quaranta minuti, ma di solito il tempo impiegato è di due ore, per cui la velocità media effettiva dei pullman è di 45Km/h.

o Nessun numero telefonico, né verde né rosso, è messo a disposizione per eventuali informazioni o reclami, né presso le biglietterie né sui pullman; sul biglietto o sul talloncino dell’abbonamento, settimanale o mensile, figurano la residenza fiscale, la partita IVA e le condizioni di abbonamento che si traducono in una serie di obblighi per l’abbonato e di precisazioni finalizzate a deresponsabilizzare la ditta di trasporti (ad es.:“L’Azienda non risponde, pur mettendo il massimo zelo nell’espletamento dei servizi, di interruzioni qualunque ne sia la causa e la ragione”; mi chiedo se ciò significa che l'azienda ha il diritto di calpestare i diritti degli utenti in ogni caso?). Quando si prova a richiedere informazioni o a fare qualche reclamo presso le biglietterie rispondono che loro sono lì solamente per vendere il biglietto, non sanno null’altro e non rispondono nulla (e forse hanno pure ragione, ma qualcuno deve dare delle risposte agli utenti: chi?).

o Se l’autobus ha un guasto, anche se quasi pieno, non è rimpiazzato con un altro, ma si aspetta quello della corsa successiva con la conseguenza che spesso su quest'ultimo non tutti trovano il posto a sedere.

o Non sempre gli autobus, anche quelli più nuovi, hanno l’impianto di aria condizionata funzionante e, poiché non sono muniti di finestrini, d’estate diventano delle grosse pentole a pressione.

o Manca a tutt’oggi un servizio valido ed efficiente di prenotazione dei posti, offerto invece già da qualche tempo da altre ditte di trasporto, che aiuterebbe a prevedere il numero di pullman da mettere a disposizione degli utenti così da evitare di farli competere in modo darwiniano per salire sul mezzo ed evitare di restare a terra.

o La validità del biglietto A/R è limitata al solo giorno di emissione, mentre per altre ditte di trasporti è estesa a una settimana.

o Il sito internet dell’azienda in oggetto www.autolineegallo.it presenta uno stralcio della Carta dei Servizi e gli orari di partenza e arrivo degli autobus ma manca di efficace pubblicizzazione, non viene data alcuna risposta agli utenti che provano a rivolgere delle domande attraverso la sezione “Contatti”,

o Le corse da e per l’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo sono carenti (una sola corsa al giorno collega l’aeroporto a Sciacca) ed addirittura assenti nei giorni festivi, in cui comunque esistono voli aerei e molti viaggiatori i quali, non avendo a disposizione il trasporto ferroviario, sono costretti ad utilizzare mezzi ben più onerosi. Oltre agli utenti giornalieri del servizio, anche i turisti trovano quindi parecchia difficoltà a raggiungere le loro mete di destinazione la qual cosa non permette di certo una pubblicità positiva per la nostra Regione.

o Esiste una figura istituzionale preposta alla vigilanza sulle autolinee in concessione e a svolgere la ricerca di sistemi di controllo della qualità del servizio offerto e questa figura risponde al nome del Capo Servizio dell’Autotrasporto di Persone del Dipartimento Trasporti e Comunicazioni della Regione Siciliana.

o I nuovi contratti di affidamento delle autolinee in concessione regionale prevedono il possesso di una Carta dei Servizi da parte delle aziende di autotrasporto, a disposizione immediata dei passeggeri e il possesso di una Certificazione di Qualità da parte delle aziende di autotrasporto, senza la quale non si può ottenere in concessione il trasporto pubblico, nonché la presenza di sanzioni e penali precedentemente inesistenti, ma ad oggi le Autolinee Gallo S.r.l. non hanno messo a disposizione dei viaggiatori l’intera Carta dei Servizi ma solo un breve stralcio ed hanno esibito il possesso di una Certificazione di Qualità solo da qualche mese.

o I prezzi delle corse sono aumentati nuovamente per effetto del D.A. n.31 del 06/06/2008 che prevede il riconoscimento di una percentuale del 3,3% a parziale ristoro dell’aumento dei costi di trazione sommata alle variazioni ISTAT dell’1,7% per un totale del 5%, quando l’anno precedente avevamo già registrato un esoso aumento a fronte di un servizio rimasto qualitativamente insufficiente.

per sapere

Quale sia stato l’intervento del Capo Servizio dell’Autotrasporto di Persone del Dipartimento Trasporti e Comunicazioni della Regione Siciliana

Quali iniziative intende assumere per la piena tutela dei diritti dei viaggiatori ed il raggiungimento di adeguati standard di qualità.

Se non ritiene di dover chiedere alle Autolinee Gallo S.r.l.:

l’istituzione immediata di un numero verde a disposizione degli utenti per eventuali informazioni e/o reclami

la pubblicizzazione presso le biglietterie dei recapiti dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Dipartimento Regionale dei Trasporti e del Capo Servizio dell’Autotrasporto di Persone.

la celere introduzione di un sistema di prenotazione dei biglietti più efficiente ed espletato a regola d’arte, così come viene svolto da altre aziende di trasporti in Sicilia, con posti numerati.

l’immediata disponibilità per gli utenti dell’intera Carta dei Servizi della Autolinee Gallo S.r.l. presso le biglietterie e sugli autobus, di modo che tutti i viaggiatori siano adeguatamente informati sui loro diritti e doveri.

l’estensione della validità del biglietto di A/R da 1 a 7 giorni dalla data di emissione, ragion per cui chiedo l’intervento competente dell’assessorato regionale.

l’introduzione di nuove corse da e per l’aeroporto Falcone-Borsellino.

la riduzione del già esoso costo del biglietto che nell'ultimo anno ha subito un incremento spropositato.

VINCENZO MARINELLO

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08/05/2009

DISEGNO DI LEGGE

N. 435 - Interventi urgenti a sostegno delle imprese artigiane.



Oddo Camillo (PD), Donegani Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Di Benedetto Giacomo (PD),Faraone Davide (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Speziale Calogero (PD), Cracolici Antonino (PD), Marinello Vincenzo (PD), Ferrara Massimo (PD), Bonomo Mario (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Lupo Giuseppe (PD), Panarello Filippo (PD), Raia Concetta (PD), Termine Salvatore (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Vitrano Gaspare (PD), Ammatuna Roberto (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Guardo Antonino (PD), Galvagno Michele (PD), Marziano Bruno (PD), Panepinto Giovanni (PD), Rinaldi Francesco (PD).

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08/04/2009

MOZIONE

N. 125 - Iniziative dell'Assemblea e del Governo della Regione siciliana a sostegno del processo di pace nel Sahara occidentale, per l'autodeterminazione del popolo Saharawi e l'applicazione delle risoluzioni internazionali.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

una delegazione ufficiale dell'Assemblea regionale siciliana, guidata dal suo Presidente, nei giorni scorsi si è recata in visita ufficiale presso il Regno del Marocco per il consolidamento dei rapporti di amicizia con il popolo marocchino ed il rafforzamento delle relazioni intercorrenti tra le istituzioni del Regno del Marocco e quelle della
Regione siciliana;

durante detta visita, sono state espresse e condivise esternazioni da parte del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana circa il ruolo istituzionale e diplomatico che la stessa Assemblea regionale può svolgere nell'ambito della definizione del processo di pace che tutt'ora è aperto nell'ex colonia spagnola del Sahara occidentale, individuandosi nello Statuto della Regione siciliana, da parte delle autorità del Parlamento del Regno del Marocco, 'un punto di riferimento della definizione del processo democratico
articolato sul decentramento, dove l'iniziativa di autonomia del Sahara occidentale costituisce il nodo centrale' e sono stati annunciati progetti di cooperazione e solidarietà internazionale da attuare tra la Regione siciliana e il Regno del Marocco;

è quindi utile sapere che la questione, attorno a cui verte il processo di pace nelle terre dell'ex colonia spagnola del Sahara occidentale, attiene alla sorte ed ai destini del popolo del Saharawi, un popolo sospeso, che da oltre trent'anni vive in una tendopoli, nel deserto, attendendo una soluzione politica al riconoscimento delle proprie rivendicazioni attenzionate da diverse risoluzioni internazionali;

CONSIDERATO che:

il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, durante la visita ufficiale e, quindi, in rappresentanza dell'intera istituzione parlamentare regionale, ha inteso offrire la mediazione del parlamento più antico del mondo per pervenire ad un accordo di pace fra le parti in causa per il Sahara occidentale;

occorre riconoscerlo, la questione della pace nel Sahara occidentale e, con essa, il destino del popolo Saharawi che vi abita da sempre, è poco conosciuta e poco discussa dai mass media per cui, il ruolo super partes volto a facilitare e ad operare la pace, quale è stato preannunciato e auspicato dalla massima carica dell'Assemblea regionale siciliana, occorre essere consapevoli e far conoscere diffusamente quali siano i problemi su cui si intende discutere, cosa riguardi e attenzioni il processo di pace, perché sia in atto un processo di pace, da che cosa esso scaturisca, quali siano le posizioni delle parti in causa. In un parola, quale sia la storia dell'ex colonia spagnola del Sahara occidentale, le reali e legittime rivendicazioni delle parti in causa, l'oggetto delle risoluzioni internazionali e la consistenza dell'ordine del giorno iscritto nell'Agenda del Consiglio di sicurezza e dell'Assemblea generale dell'ONU;

RITENUTO, in tale direzione, che sia utile sapere che:

la storia del popolo Saharawi è una storia di colonizzazione, di terre occupate, ma anche di terre ricche per la scoperta di giacimenti di fosfati, che si presenta allo scenario internazionale nel 1975 quando la Spagna, con un controllo segreto (Accordo di Madrid mai riconosciuto dall'ONU e dalla comunità internazionale), cede definitivamente il Sahara occidentale al Marocco e alla Mauritania;

da questo momento, prende il via il lungo cammino del popolo Saharawi a veder riconosciuti i propri diritti e la propria terra, iniziato il 16 ottobre del 1975 quando la Corte internazionale di giustizia rende noto il verdetto secondo il quale al Sahara occidentale si deve applicare il principio dell'autodeterminazione, affermando che l'ex Sahara spagnolo non è 'terra nullius' e che Marocco e Mauritania non hanno alcun vincolo storico con il territorio, che ne consenta la rivendicazione;

la storia del conflitto tra il Saharawi, la Mauritania e il Marocco consegna alle cronache, quindi, l'invasione del Sahara occidentale, avvenuta del novembre 1975, a seguito della quale una parte della popolazione civile, per sfuggire al genocidio, si rifugia, dopo estenuanti marce, nel deserto algerino e, il 14 novembre, nei pressi di Tindouf, estremo sud-ovest dell'Algeria, dove si forma la prima tendopoli di rifugiati. Da allora, la maggioranza del popolo Saharawi vive da rifugiato nel deserto (oltre 300 mila persone), in un territorio diviso in province ognuna delle quali composta da circa 50 mila unità, organizzate in città-tendopoli, in assoluta e totale dipendenza dagli aiuti umanitari dell'ONU e delle istituzioni internazionali pubbliche e private;

così, l'ONU, nel 1976, condanna l'accaduto e, subito dopo, il 27 febbraio dello stesso anno, viene proclamata la RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica) nel territorio dell'ex Sahara occidentale, riconosciuta da 80 Paesi del mondo, che, da allora, lotta e resiste senza mai ricorrere al terrorismo;

nel 1978 la stessa Spagna riconosce il Fronte Polisario, organismo di rappresentanza del popolo Saharawi e nel 1989 il Parlamento europeo adotta una risoluzione a favore dell'autodeterminazione del popolo Saharawi;

tale referendum di autodeterminazione del popolo Saharawi è sostenuto, oltre che dal Parlamento europeo, dagli USA, dalla CSI, da tutti i Paesi occidentali (Francia esclusa), da quasi tutti gli altri Paesi che si sono pronunziati sulla questione e da un numero ingente di consessi politici, di partiti, di sindacati, di organizzazioni ed associazioni;

nonostante questi importanti atti internazionali, tuttavia, il referendum - accettato dal popolo Saharawi per decidere sull'autodeterminazione del Sahara occidentale, e nonostante che nel 1990, con la mediazione dell'ONU, il Marocco e il Fronte Polisario, dopo 17 anni di sanguinosa guerra (1974-1991) avessero accettato una tregua in attesa della celebrazione del referendum affidato ad uno specifico organismo dell'ONU (MINURSO) - continua ad essere rinviato ed il popolo Saharawi continua ancora ad attendere, confinato nelle tendopoli del deserto algerino;

in tali estreme condizioni di vita, l'educazione scolastica, la sanità, la giustizia e la risoluzione dei problemi alimentari sono le sfide quotidiane di questo popolo e che i più elementari diritti umani vengono offesi e calpestati. Tuttavia, il livello dei servizi socio-sanitari stupisce i visitatori delle tendopoli, se si considerano le proibitive condizioni di vita nel Sahara, in un territorio impervio (all'altezza del Tropico del Cancro), povero di risorse idriche e di altri beni di prima necessità;

in tale contesto, l'Italia, con diverse Regioni (Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche) gemellate con istituzioni Saharawi e alcune centinaia di Province e Comuni, oltre a moltissime associazioni nonché gruppi solidali informali che operano anche in Sicilia, è impegnata in una campagna di solidarietà a favore del popolo del Saharawi, a difesa dei diritti umani e a sostegno del principio di autodeterminazione del Saharawi;

PRESO ATTO che l'ONU, con la risoluzione del 2 novembre 1979 della Commissione politica dell'Assemblea generale, riafferma 'il diritto inalienabile del popolo Saharawi all'autodeterminazione';

AL FINE di svolgere con pienezza il ruolo di catalizzatore del processo di pace nel Sahara occidentale e di pervenire ad un accordo che porti formalmente ad una soluzione del conflitto, nel pieno rispetto della mozione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU del 30 aprile 2007, approvata all'unanimità, onde sostenere il dialogo tra Marocco e Fronte Polisario, legittimo rappresentante del popolo Saharawi,

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA

a compiere analoga visita parlamentare ai campi - profughi del popolo Saharawi allestiti nel deserto nei pressi di Tindouf, estremo sud-ovest dell'Algeria, al fine di acquisire conoscenza diretta della realtà del popolo Saharawi e delle condizioni nelle quali esso è costretto a vivere da trent'anni;

ad invitare la rappresentanza del Fronte Polisario in Italia ad un incontro con una delegazione dell'Assemblea regionale siciliana, al fine di approfondire i temi e i termini delle richieste di autodeterminazione avanzate alla comunità internazionale dal popolo Saharawi;

a chiedere, nei limiti delle sue competenze costituzionali in tema di relazioni internazionali e in costruttivo dialogo tra tutte le parti interessate, un incontro al rappresentante dell'ONU per l'Africa al fine di verificare le condizioni dell'organizzazione, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, di una conferenza di pace, nel quadro delle esigenze di stabilità, di sicurezza e di pace dell'insieme dell'Africa nord occidentale e nel rispetto delle risoluzioni adottate in sede ONU, da tenersi presso la sede dell'Assemblea regionale siciliana, fra i rappresentanti del Regno del Marocco, i rappresentanti del Fronte Polisario e la comunità internazionale;

a consegnare ai rappresentanti in Italia del Regno del Marocco e della Repubblica Araba Saharawi Democratica gli orientamenti dell'Assemblea regionale siciliana per una politica di pace;

a promuovere la costituzione di un intergruppo parlamentare per affiancare la causa dei diritti del popolo Saharawi in collegamento con altri Consigli regionali che analogamente abbiano proceduto in tal senso,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

ad approntare, nel quadro dei programmi regionali di solidarietà, cooperazione internazionale allo sviluppo, di cui al decreto presidenziale del 14 ottobre 2007 ed in rapporto con l'attività delle organizzazioni di volontariato presenti nel territorio regionale, ogni più utile intervento a favore del popolo Saharawi, nella prospettiva della crescita della sua autonomia economica, della tutela della sua identità culturale e dei suoi diritti umani.


Faraone Davide (PD), Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Di Guardo Antonino (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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31/03/2009

MOZIONE

N. 121 - Lavori di costruzione della stazione MUOS ad opera della ditta LAGECO di Catania per conto della Marina militare statunitense e sugli effetti causati dall'emissione delle radiazioni elettromaghetiche nell'area sud della provincia di Caltanissetta.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

Niscemi è un comune con circa 30 mila abitanti, situato in collina ai bordi della vasta piana di Gela ove operano circa 5 mila addetti che producono prevalentemente carciofi e prodotti a ortaggi in serra tra i più pregiati dell'Isola;

la città di Niscemi ha vissuto e subìto negli ultimi vent'anni una tra le pagine più oscure d'involuzione socio-culturale della sua storia contemporanea, tanto che la città si è piegata su sè stessa, senza avere la forza di reagire;

CONSIDERATO che:

l'americanizzazione della città sta angosciando la popolazione niscemese, alla ricerca di una serenità perduta, di una comunità produttiva che stenta a ritrovare le ragioni della sua identità, legata in modo placentare alla bontà della propria terra;

nel 1991, subito dopo la chiusura della base missilistica di Comiso, fu insediato a Niscemi il centro trasmissioni radio navale (NRTF) USA, con l'installazione di 41 antenne, dipendenti dalla stazione navale americana, Navcomtelsta Sicily, presente da anni a Sigonella (CT) e che tale stazione permette di comunicare attraverso codici segreti con tutte le forze militari presenti in tre continenti (Europa, Asia e Africa);

RITENUTO che:

già a causa di tale insediamento, da circa un decennio Niscemi costituisce la base di smistamento delle reti di comando, di controllo e d'intelligence delle forze armate USA, nonostante nessuno fin da allora abbia sollevato obiezioni circa l'impatto ambientale sulla popolazione;

oggi il Pentagono (USA) sta insediando, in contrada Ulmo, nell'area circostante la splendida sughereta (SIC) di Niscemi, una delle stazioni terrestri del MUOS, in pratica un sistema di telecomunicazioni a bande strette d'ultima generazione della US NAVY che permetterà il collegamento ad altissima frequenza tra le forze navali, aeree e terrestri in movimento, in qualsiasi parte del mondo si trovino;

CONSTATATO che:

nonostante la segretezza degli atti, le prime autorizzazioni all'installazione in Sicilia della stazione del MUOS furono concesse nel 2003, e in seguito la US NAVY, nel febbraio del 2007, nella presentazione per il bilancio 2008/2009, dichiarò che l'ubicazione sarebbe stata Niscemi;

risulta altrettanto vero che la base di Sigonella è stata scartata per via di un reale pericolo d'innescamento di detonazione sugli ordigni esplosivi presenti nella base, a causa delle probabili e potentissime interferenze delle onde elettromagnetiche, tali da far temere alla stazione aeroportuale civile di Catania che le stesse avrebbero potuto creare seri pericoli anche ai radar degli spazi aerei civili; ragione per la quale si è puntato su Niscemi;

TENUTO CONTO che, rispetto alla richiesta di approfondimento sull'impatto ambientale, emersa dalla conferenza di servizi convocata l'8 ottobre 2008 presso l'Assessorato Territorio e ambiente e in relazione ai dati aggiornati dall'ARPA, si evince palesemente l'incompatibilità ambientale con la salute dei cittadini di Niscemi e dei comuni limitrofi, non solo a causa della costruenda stazione del MUOS, ma per avere superato il limite consentito dalle radiazioni prodotte dalle antenne, installate da dieci anni presso il centro trasmissioni radio navale (NRTF) di Niscemi;

RILEVATO che:

i dati scientifici ed epidemiologici hanno accertato casi di leucemia riscontrati sulla popolazione infantile in aree fino a un raggio di tre miglia su basi militari del tipo MUOS e che l'impatto detonante sulle cellule umane provocato dalle emissioni elettromagnetiche, nel giro di un decennio, mieterebbe vittime innocenti tra la popolazione di Niscemi e nell'area circostante, senza che questi abbiano dichiarato guerra a nessuno;

la presenza del vicino stabilimento petrolchimico (ENI) di Gela, per via dei venti, determina il trascinamento di fumi inquinanti e delle scorie prodotte dalle ciminiere sulla città di Niscemi, riducendo ancora di più il rapporto di qualità della vita degli abitanti;

ASSUNTO che:

si consumano circa 2000 litri di gasolio (tipo DF2) al giorno per alimentare il funzionamento delle antenne radar e poiché non è rara la dispersione sul suolo, oltre che nell'aria, di oli combustibili usati, secondo quanto eloquentemente indicato dalla presenza di cartelli ai bordi della recinzione, con divieto di raccolta di terra e piante;

a causa di tale fenomeno, la flora insistente ai bordi della recinzione medesima risulta aver subito un'evidente mutazione morfobiologica;

stante la preoccupante e insostenibile situazione in cui versano i comuni interessati (Niscemi, Gela, Caltagirone, Butera, Riesi e Mazzarino),

IMPEGNA Il GOVERNO DELLA REGIONE

ad avviare un'indagine conoscitiva sui reali e gravissimi effetti derivanti dall'emissione di radiazioni elettromagnetiche sulla costruenda stazione MUOS in contrada Ulmo a Niscemi;

ad accertare l'entità dei rilievi di bonifica ambientale relativi all'inquinamento prodotto su un terreno contaminato da versamento di gasolio in contrada Ulmo ed i risultati certificativi e conclusivi, compresa la certificazione di discarica a seguito della bonifica eseguita dalla ditta LAGECO di Catania che opera per conto della Marina militare
statunitense;

ad adottare provvedimenti di revoca degli atti autorizzativi fino ad oggi concessi, a tutti i livelli;

a provvedere, infine, alla sospensione dei lavori della costruenda stazione del MUOS;

a informare il Ministero della difesa che i lavori sulla stazione MUOS sono stati avviati da un anno, così come risulta dalla certificazione prodotta dalla stessa ditta LAGECO, contrariamente alle inesatte e superficiali risposte fornite dal Ministero della difesa circa il mancato inizio dei lavori sulla stazione MUOS di Niscemi;

a verificare l'eventuale interferenza che l'emissione delle onde elettromagnetiche può provocare con i sistemi informatici e di controllo sulla sicurezza degli impianti del vicino stabilimento petrolchimico di Gela;

ad intervenire urgentemente e autorevolmente nei confronti del Governo nazionale e del Ministero della difesa, anche per non mortificare ancora una volta la legittima convivenza delle popolazioni interessate, al fine di ottenere maggiori chiarimenti e dare legittima serenità ai cittadini di Niscemi e al suo hinterland.

Donegani Michele (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Termine Salvatore (PD).
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19/03/2009

DISEGNO DI LEGGE

N. 390 - Interventi per le aziende e le cooperative agricole.



Oddo Camillo (PD). Cracolici Antonino (PD), De Benedictis Roberto (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Ferrara Massimo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Ammatuna Roberto (PD), Faraone Davide (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Lupo Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), Di Guardo Antonino (PD), Marziano Bruno (PD), Panepinto Giovanni (PD), Panarello Filippo (PD), Raia Concetta (PD), Mattarella Bernardo (PD), Galvagno Michele (PD), Speziale Calogero (PD), Rinaldi Francesco (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD)

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19/03/2009

DISEGNO DI LEGGE

N. 389 - Proroga di alcuni interventi finanziari urgenti per l'occupazione e lo sviluppo.



Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Marziano Bruno (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD)

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19/03/2009

DISEGNO DI LEGGE

N. 388 - Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2009.



Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD),
Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Marziano Bruno (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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11/03/2009

DISEGNO DI LEGGE

N. 381 - Istituzione del reddito minimo garantito - assegno di disoccupazione. Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati.



Faraone Davide (PD), Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD) , Marziano Bruno (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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10/03/2009

MOZIONE

N. 116 - Misure urgenti per fronteggiare la grave crisi economica e occupazionale che sta investendo il nostro paese.


MOZIONE APPROVATA
NELLA SEDUTA N. 81 DEL 2 APRILE 2009


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


PREMESSO che:

la crisi economica internazionale, come ampiamente previsto, da mesi sta facendo sentire i suoi effetti anche nel nostro Paese. Gli ultimi dati, recentemente resi noti dal servizio studi della Confindustria, configurano il 2009 e il 2010 come due anni di recessione con conseguente tracollo dei posti di lavoro: secondo gli stessi dati nell'anno in corso saranno 600 mila i lavoratori che perderanno il posto di lavoro e la disoccupazione salirà all'8,4%. Solo nel mese di dicembre 2008, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria da parte delle aziende ha conosciuto un incremento pari al 526% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Dati questi che prefigurano un anno particolarmente nero per l'occupazione italiana;

l'impatto della crisi può risultare particolarmente duro per la Sicilia, innestandosi su una situazione generale dell'economia siciliana che fa segnare indici negativi in conseguenza di un micidiale effetto cumulo: la stagnazione economica, il collasso della Regione, il fallimento della strategia di sviluppo sottesa alla programmazione 2000-2006;

nel biennio 2006/2007 il PIL siciliano è cresciuto dello 0,6%; il contributo degli investimenti è stato dello 0,8 contro l'1,8, quello dei consumi privati è stato dello 0,4 contro lo 0,7, mentre il contributo della spesa pubblica è stato ben più elevato: 2,8 contro 2,2;

il PIL pro capite della Sicilia, che nel 2000 era pari al 64,4% di quello della UE a 15, nel 2005 era sceso al 59,8% e in questi anni è sceso ancora e che le condizioni sociali sono in ogni caso preoccupanti: nel 2007 il tasso di occupazione è sceso dello 0,9%; nel primo trimestre del 2008 il tasso di disoccupazione ha toccato il 15,3%, il tasso di attività è il più basso in Italia, attestandosi al 51,3%; l'indice di povertà relativa si è attestato al 30,6% che, non solo è il più alto in assoluto tra le regioni italiane, ma è l'unico che è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni;

VISTO che:

in questo quadro s'inserisce il problema dei lavori con contratto a termine (i lavoratori cosiddetti precari) che nel nostro Paese riguarda un lavoratore su 8, migliaia di lavoratori privi di tutele, che saranno i primi a pagare gli effetti della crisi economica;

sono circa 305 mila i contratti scaduti solo al 31 dicembre 2008 per i quali il decreto del Governo nazionale, il cosiddetto 'sostegno all'economia', ha previsto un sussidio poco più che simbolico e comunque non ancora operativo, pari al 10 per cento sull'ultima retribuzione e che la platea dei precari che beneficerà delle norme contenute nel decreto non sarà superiore al dieci per cento del totale dei lavoratori precari, mentre, in un recente studio pubblicato dall'università 'La Sapienza' di Roma, si calcola che siano oltre 800 mila gli atipici a 'rischio precarietà', vale a dire con un solo contratto e un solo committente;

a fronte di questa situazione, le misure predisposte dal Governo si sono rivelate totalmente inefficaci a contrastare la profonda crisi in atto. Gli stanziamenti previsti e la platea alla quale si riferiscono i benefici, in particolare quelli previsti del decreto n. 185/2008, appaiono sottostimati e totalmente inadeguati a far fronte alla grave crisi economica ed occupazionale che sta già investendo il nostro Paese e che perdurerà almeno per i prossimi due anni. Per di più, con il decreto-legge n. 112/2008, convertito con la legge n. 133/2008, è stato abolito il processo di stabilizzazione del personale precario, avviato con le due leggi finanziarie del Governo Prodi, e ciò determinerà la perdita di lavoro per oltre 60 mila lavoratori precari della pubblica amministrazione e della scuola;

a distanza di pochi mesi, si evidenzia tutta la fondatezza delle critiche mosse dal Partito Democratico alle misure del Governo, che hanno distolto ingenti risorse per interventi inefficaci o iniqui, come l'eliminazione dell'ICI o la detassazione degli straordinari; una misura, quest'ultima, assolutamente inappropriata perché in un momento di crisi economica e di rischio occupazionale gli straordinari sicuramente non sono una misura alla quale ricorrono le aziende in difficoltà. Queste risorse avrebbero potuto invece essere indirizzate verso gli ammortizzatori sociali, vera e propria emergenza dell'anno in corso;

manca, a tutt'oggi, una strategia condivisa di sostegno all'occupazione, così come non è stata data attuazione ad un disegno organico di riforma degli ammortizzatori sociali, secondo le linee guida concordate tra Governo e parti sociali, con il protocollo del 23 luglio 2007;

in questo quadro gli interventi proposti dal Governo sono tardivi ed ancora una volta inefficaci: anche l'accordo recentemente raggiunto con le Regioni non si propone di avviare la riforma degli ammortizzatori sociali, cosa che è diventata urgente, ma si limita ad intervenire sui vecchi strumenti, aumentando le risorse sulla cassa integrazione in deroga;

per tutte queste ragioni, appare necessario approntare, con strumenti eccezionali, misure di tutela economica, tramite un assegno mensile di disoccupazione, pari almeno al 60 per cento della retribuzione percepita ogni mese nell'ultimo anno lavorativo, per quei lavoratori che, in caso di licenziamento, fino ad ora risultano esclusi dall'accesso agli ammortizzatori sociali, vale a dire: i lavoratori a tempo determinato e indeterminato, appartenenti ai settori ed alle imprese che non risultano destinatari di alcun
trattamento di integrazione salariale, i dipendenti da imprese nel settore artigiano, gli apprendisti, i titolari di partita IVA in regime di monocommittenza con un reddito inferiore ad una determinata soglia, i soggetti iscritti alla gestione separata INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;

CONSIDERATO che:

in coerenza con tale impostazione il Partito Democratico ha già avanzato precise proposte sia in occasione dell'esame del citato decreto-legge n. 185/2008, sia con appositi progetti di legge volti ad assicurare l'estensione delle misure di sostegno del reddito dei lavoratori esclusi dall'applicazione degli strumenti previsti in materia di ammortizzatori sociali: al Senato il 14 ottobre 2008 a firma Finocchiaro, Treu e altri e alla Camera il 23 gennaio 2009 a firma Damiano e altri;

gli interventi previsti nel protocollo tra Governo, Regioni e Province autonome del 12 febbraio 2009 riguardano esclusivamente i lavoratori coinvolti in trattamenti in deroga ai sensi dell'art. 19, comma 8, del decreto-legge n. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2 del 2009, e che quindi escludono i soggetti iscritti alla gestione separata INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;

gli effetti della crisi economica non possono essere fatti gravare esclusivamente sui lavoratori ed in particolare sui lavoratori più deboli, quali risultano i lavoratori precari e i lavoratori delle imprese artigiane e delle piccole imprese industriali;

le misure di sostegno al reddito dei disoccupati sono uno strumento di giustizia sociale e insieme di sostegno ai consumi e alla domanda che contribuirà al rilancio dell'economia,

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

a sollecitare il Governo nazionale:

ad adottare, entro il 30 aprile per l'anno 2009, forme di sostegno del reddito attraverso l'istituzione di un assegno mensile di disoccupazione, pari almeno al 60 per cento della retribuzione percepita ogni mese nell'ultimo anno lavorativo, per tutti quei lavoratori attualmente esclusi dall'accesso agli strumenti previsti dal
sistema di ammortizzatori sociali e che hanno perso il posto di lavoro dal 1° settembre 2008;

ad estendere a tutti i lavoratori le tutele della cassa integrazione previste nei casi di crisi temporanea e di sospensione del lavoro;

a procedere, con il coinvolgimento delle parti sociali, al varo di un disegno organico di riforma degli ammortizzatori sociali attraverso le linee guida concordate tra Governo e parti sociali con il protocollo del 23 luglio 2007 e indicate nei disegni di legge del PD sopra ricordati, che preveda forme di attivazione per la ricerca di impiego e per la formazione da parte dei lavoratori beneficiari delle tutele del reddito (patto di servizio);

a riavviare le politiche antievasione, a cominciare dalla tracciabilità dei corrispettivi, dal limite massimo dei trasferimenti in contanti e dal ripristino delle sanzioni per le imposte evase, visto che lo smantellamento ha portato, al netto della crisi economica, ad una perdita di gettito quantificata, in via prudenziale, sulla base dei dati contenuti nei 'conti economici nazionali' comunicati dall' ISTAT il 12 marzo scorso, in 7 miliardi di euro per il 2008;

a ricostituire presso il Ministero dell'economia e delle finanze la commissione per la spending review al fine di completare l'analisi avviata nel 2007 ed individuare i programmi di spesa da eliminare e riorganizzare, in alternativa agli iniqui, inefficienti ed inefficaci tagli lineari al centro della manovra di finanza pubblica di cui al decreto-legge n. 12/2008, convertito con modificazioni nella legge n. 133 del 2008;

all'immediato utilizzo delle risorse di competenza nazionale, previste nel protocollo tra Governo, Regioni e Province autonome del 12 febbraio 2009, non impegnate nell'erogazione di trattamenti in deroga ai sensi dell'art. 19, comma 8, del d.l. n. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2 del 2009.

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- La mozione è stata approvata con il seguente emendamento: nella parte impegnativa, dopo le parole 'ad adottare entro il', sostituire le parole '31 marzo' con le altre '30 aprile'.
- Alla mozione sono stati presentati gli ordini del giorno numeri 125 - 127 - 128 - 129 - 130.

Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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04/03/2009

MOZIONE

N. 105 - Interventi per contrastare la crisi economica internazionale attraverso una gestione efficiente delle Risorse della Regione.


MOZIONE APPROVATA
NELLA SEDUTA N. 81 DEL 2 APRILE 2009


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

CONSIDERATO che:

la grave crisi che attraversa l'economia internazionale sta assumendo dimensioni storiche. La crisi finanziaria globale, innescata dal default dei mutui americani sub-prime e amplificata da comportamenti sui mercati finanziari fortemente speculativi e irresponsabili, ha generato un velocissimo deterioramento delle prospettive di crescita dell'economia a scala mondiale. La mancanza di fiducia che si è determinata agisce come un detonatore: le condizioni del credito sono diventate molto restrittive, molte aziende chiudono o si
trovano nelle condizioni di dover ridurre fortemente l'attività e i progetti di investimento, i consumi calano, crescono le difficoltà di lavoro e di reddito per milioni di persone;

in molti Paesi, tra cui l'Italia, si è aperta una fase di recessione e le previsioni sull'immediato futuro formulate dagli organismi internazionali devono essere aggiornate sistematicamente, stante il precipitare del tasso di crescita del prodotto interno lordo e degli altri indicatori economici, retrocessi tutti a segno meno e per i quali si ipotizza un ritorno a segno positivo soltanto verso la fine del 2010;

l'impatto della crisi può risultare particolarmente duro per la Sicilia, innestandosi su una situazione generale dell'economia siciliana che fa segnare indici negativi ormai da qualche tempo, in conseguenza di un micidiale effetto cumulo: la stagnazione economica, il collasso della Regione, il fallimento della strategia di sviluppo sottesa alla programmazione 2000-2006;

nel biennio 2006/2007 il PIL siciliano è cresciuto dello 0,6%. E' un dato non lontano da quello dell'Italia, tuttavia è utile rilevare come il contributo degli investimenti è stato dello 0,8 contro l'1,8%, quello dei consumi privati è stato dello 0,4 contro lo 0,7%, mentre il contributo della spesa pubblica è stato ben più elevato: 2,8 contro 2,2%. In Sicilia l'incidenza delle importazioni nette, cioè dei beni e servizi provenienti da fuori regione, è arrivata al 28%, contro una incidenza media nel Mezzogiorno del 22,4%. Nel 2000 il valore aggiunto dell'industria era del 12,4% del totale prodotto in Sicilia, nel 2006 era sceso al 10,7%. La percentuale attribuibile ai servizi pubblici è di contro aumentata dal 30,1% al 34%;

il PIL pro capite della Sicilia, che nel 2000 era pari al 64,4% di quello della UE a 15, nel 2005 era sceso al 59,8% e in questi anni è sceso ancora. Le condizioni sociali sono in ogni caso preoccupanti: nel 2007 il tasso di occupazione è sceso dello 0,9%, nel primo trimestre del 2008 il tasso di disoccupazione ha toccato il 15,3%, il tasso di attività è il più basso in Italia attestandosi al 51,3%; l'indice di povertà relativa si è attestato
al 30,6% che non solo è il più alto in assoluto tra le regioni italiane, ma è l'unico che è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni;

anche con riferimento alla capacità di realizzare in Sicilia riforme significative e di attivare fattori di sviluppo, come previsto dalla strategia di Lisbona, i risultati sono negativi: la spesa per ricerca e sviluppo e la spesa per istruzione rapportate al PIL si sono ridotte, il ricorso alle fonti rinnovabili di energia ed il volume di rifiuti smaltiti in modo differenziato sono lontanissimi dai rispettivi parametri di riferimento;

la politica di bilancio perseguita negli ultimi anni dal Governo regionale ha portato ad un deficit strutturale pari in questo momento ad oltre 2 miliardi di euro. Le spese correnti sono state aumentate ed oggi rappresentano circa l'85% dell'intero bilancio. Gli investimenti, nonostante si fosse nella fase finale della spesa di Agenda 2000, nel 2007 sono precipitati con un pesante -32%, contribuendo in modo significativo alla caduta dell'importo dei lavori pubblici messi in gara che nel 2007 sono stati pari a 2 miliardi contro i 4.8 del 2006;

anche dal punto di vista della qualità della spesa si può parlare di disastro: l'impatto avuto da Agenda 2000 sulle dinamiche di sviluppo, secondo quanto dichiarato dagli stessi responsabili della programmazione regionale, è stato scarso, se non proprio nullo. In alcuni settori fondamentali come il turismo, i beni culturali, l'acqua, i rifiuti, le performances hanno fatto segnare addirittura una regressione rispetto agli obiettivi minimi fissati. Ciò in conseguenza, tra l'altro, dell'eccessiva dispersione delle risorse, nonché del carattere sostitutivo e non aggiuntivo della spesa, che ha finanziato anche spesa corrente per precari o per corsi di formazione professionale di dubbia utilità;

CONSIDERATO altresì che:

la crisi sta agendo in modo selettivo anche in Italia, determinando stravolgimenti nei settori produttivi quali il tessile, che rischia di scomparire nel nostro Paese e negli assetti territoriali, come dimostrato dall'azzeramento di intere aree produttive, in particolare nel Mezzogiorno;

nella nostra Regione, dove si stima che il Pil del 2008 abbia fatto segnare un -1,3% e, secondo alcune stime, scenderà ancora nel 2009 del 2,5%, è in vorticoso aumento la richiesta di cassa integrazione, si prevede la perdita di almeno 50 mila posti di lavoro, c'è un crollo degli investimenti privati come effetto anche della forte stretta creditizia in Sicilia, le difficoltà di banche fondamentali come l'Unicredit, numerosi investimenti pubblici restano 'al palo';

la risposta alla crisi economica in Sicilia deve giovarsi anche di misure nazionali ed europee, ma non può essere data solo con politiche di breve periodo (di natura monetaria e/o fiscale), o soltanto con interventi di sostegno alla domanda ed ai redditi. Se l'obiettivo primario è quello di evitare che la crisi economica produca effetti devastanti sul piano sociale, è altrettanto importante progettare un'uscita dalla crisi puntando in avanti, passando da una economia di domanda ad una economia di offerta, aumentando la base produttiva, valorizzando le risorse e le potenzialità strategiche e territoriali di cui la Sicilia dispone, soprattutto nel contesto euromediterraneo;

la Commissione europea, nel proporre agli Stati membri una manovra di bilancio per complessivi 170 miliardi di euro, ha richiesto che gli interventi nazionali siano rivolti, in particolare, verso una spesa pubblica con impatto sulla domanda a breve termine, sulle garanzie e sui prestiti agevolati, sugli incentivi fiscali soprattutto per contribuire al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro ed ha altresì invitato gli Stati membri ad
incrementare gli investimenti in infrastrutture, nell'efficienza energetica, in materia di istruzione e ricerca, al fine di stimolare la crescita e la produttività;

le misure fin qui predisposte dal Governo nazionale,tuttavia, appaiono deboli ed inadeguate. Di certo non immettono nuove risorse ma, operando con compensazioni di bilancio, non realizzano alcun effetto espansivo, anticiclico. Sistematicamente il Governo ha fatto massiccio ricorso al fondo per le aree sottoutilizzate dal quale sono stati già prelevati negli ultimi sei mesi 15 miliardi di euro per interventi del tutto estranei allo sviluppo del
Mezzogiorno;

le politiche pubbliche regionali devono delineare interventi mirati e selettivi, privilegiando le famiglie a più basso reddito, le imprese che vogliono investire su se stesse, i giovani che hanno voglia di fare e non si arrendono all'unico sbocco rappresentato dall'emigrazione forzosa;

RITENUTO che:

è indispensabile che la Regione siciliana metta a punto un piano straordinario anticrisi che leghi interventi anticiclici ad una strategia che favorisca l'ammodernamento delle strutture ed il passaggio ad una economia sostenibile;

a supporto di tale piano è necessario il puntuale reperimento di risorse mobilitabili, a cominciare da quelle di bilancio che vanno liberate attraverso una rigorosa legge finanziaria, nonché dalla finalizzazione dei fondi che la Regione ha allocato presso gli istituti finanziari regionali e non pienamente utilizzati;

del tutto prioritaria è l'attivazione delle risorse derivanti dalla programmazione 2007/2013, così come la riprogrammazione e il pieno utilizzo dei fondi provenienti dalla programmazione relativa al periodo precedente. Secondo le stime riportate dall'ultimo DPEF regionale, infatti, la Regione ha a sua disposizione 14.860 milioni di euro a titolarità regionale a cui devono aggiungersi circa 9 miliardi di euro di fondi nazionali allocati nei PON e nel
FAS per il periodo 2007/2013. Negli accordi di programma quadro stipulati negli anni precedenti sono stati programmati interventi per 16.577 milioni di euro, dei quali soltanto il 20% circa è stato speso,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

ad effettuare una riprogrammazione delle risorse giacenti negli accordi di programma quadro e a programmare le risorse nuove disponibili sul FAS, indirizzandole verso la realizzazione di lavori pubblici immediatamente attivabili che presentino caratteristiche di elevata utilità sociale e prevedano un intenso utilizzo di manodopera, quali la messa in sicurezza delle scuole di ogni ordine e grado in cofinanziamento con province e comuni, l'assetto del territorio, la difesa del suolo, il ripristino delle infrastrutture danneggiate da eventi calamitosi, la viabilità secondaria e rurale. L'attivazione di un programma di realizzazione di alloggi popolari ad elevata efficienza energetica, anche mediante ristrutturazione di immobili esistenti nei centri urbani. La riqualificazione energetica degli edifici pubblici e dei trasporti, anche mediante iniziative che alimentino ricerca, produzione e diffusione di mezzi pubblici ecologici, come gli autobus a metano, in modo da contribuire a raggiungere anche in Sicilia 'gli obiettivi 20-20-20' posti dalla Unione europea per i prossimi anni;

a concentrare le risorse della programmazione 2007/2013 su alcuni filoni strategici: a) la realizzazione delle reti materiali e immateriali da e per la Sicilia e all'interno dell'Isola; b) l'efficienza, il risparmio, la riqualificazione energetici, la produzione da fonti rinnovabili, le problematiche collegate ai cambiamenti climatici; c)
la logistica ed i servizi avanzati alle imprese, la creazione di filiere corte, l'economia di prossimità; d) lo sviluppo del capitale umano e delle conoscenze attraverso la formazione continua, la ricerca, l'innovazione, il trasferimento tecnologico;

ad approvare il documento unico di programmazione che recepisca gli indirizzi sopra individuati, anche per consentire l'immediato sblocco degli interventi già verificati e tuttavia non ancora avviati;

ad intervenire presso il Governo nazionale e in tutte le sedi opportune affinchè l'Unione europea emani nuove disposizioni in materia di regimi di aiuti, in particolare prevedendo il raddoppio degli importi ricadenti nel regime 'de minimis';

ad emanare le opportune disposizioni affinché l'amministrazione regionale paghi i propri creditori non oltre 90 giorni dalla presentazione dei giustificativi di spesa e rilasci le certificazioni sull'esistenza dei crediti come previsto dal comma 3 bis dell'articolo 9 del decreto-legge n. 185/2008, come convertito dalla legge n. 2/2009;

a promuovere una verifica di coerenza con la programmazione regionale e di sostenibilità ambientale nei confronti di iniziative finanziate con investimenti privati, non ancora partite;

ad individuare, anche con il concorso degli istituti finanziari regionali, misure di credito sostenibile a sostegno di famiglie e piccole imprese;

a realizzare un'azione di concertazione con gli enti locali siciliani al fine di individuare le risorse mobilitabili per la realizzazione di lavori pubblici ed interventi di carattere sociale;

a individuare interventi per fronteggiare la disoccupazione, anche attraverso cantieri di lavoro e il servizio civico comunale, utilizzando le misure del FSE relative alla adattabilità ed alla occupabilità.

Cracolici Antonino (PD), Ammatuna Roberto (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), De Benedictis Roberto (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Di Guardo Antonino (PD), Donegani Michele (PD), Faraone Davide (PD), Ferrara Massimo (PD), Mattarella Bernardo (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Galvagno Michele (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Lupo Giuseppe (PD), Marinello Vincenzo (PD), Marziano Bruno (PD), Oddo Camillo (PD), Panarello Filippo (PD), Panepinto Giovanni (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Raia Concetta (PD), Rinaldi Francesco (PD), Speziale Calogero (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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26/02/2009

INTERROGAZIONE

N. 445 - Iniziative urgenti al fine di consentire il corretto funzionamento del consiglio comunale e garantire l'imparzialità degli organi amministrativi presso il comune di Comitini (AG).



Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali,
premesso che:

da anni il gruppo consiliare “ Insieme per la Democrazia e la Legalità” denuncia irregolarità e gravi comportamenti circa la conduzione del consiglio comunale da parte del presidente dell’assemblea ma anche condotte discrezionali adottate da settori dell’apparato amministrativo in sintonia con le scelte loro impartite dall’ex Sindaco, adesso sostituito dal Commissario straordinario;

circostanziati episodi relativamente alle irregolarità verificatesi in consiglio comunale e sul suo funzionamento sono stati riportati in un atto, firmato dai consiglieri del succitato gruppo e inviato nel settembre 2008 al dipartimento delle autonomie locali, avente per oggetto la richiesta di ispezione presso la presidenza del consiglio comunale;

successivamente, con nota prot n. 53616 del 26 novembre 2008, il Dott. Carlo Turriciano nella qualità di responsabile del procedimento ispettivo ha ritenuto, valutato l’esposto dei consiglieri e le controdeduzioni richieste al presidente del consiglio comunale, di dover procedere ad una archiviazione della pratica non essendosi riscontrate sostanziali illegittimità.

nell’ultima seduta del Consiglio Comunale del 26 novembre 2008 si sono verificati altri e successivi episodi, pertanto, non riferiti nella succitata richiesta di ispezione;

specificamente nella seduta sopracitata erano state inserite interrogazioni a risposta scritta, presentate dal gruppo consiliare “ Insieme per la Democrazia e la Legalità”, alle quali il Commissario Straordinario avrebbe dovuto rispondere in Consiglio Comunale e i cui argomenti si riferivano:

• alla “richiesta di revoca in autotutela del concorso interno per la copertura di un posto cat. D3 funzionario amministrativo vice segretario”, punto all’O.d.G. conclusosi senza che nessuno abbia riferito in Consiglio e con una votazione ritenuta irregolare;

• alla “richiesta di revoca in autotutela DGM 12/08 Conferimento incarichi di progettazione definitiva a professionisti esterni” per il quale punto all’O.d.G. il Presidente del Consiglio invitava a deliberare sulla proposta di rigetto del punto 10 all’O.d.G. avanzata da un consigliere comunale del suo stesso gruppo politico e votata favorevolmente da 5 dei 6 consiglieri presenti;

• alla “richiesta di revoca in autotutela DGM 32/08 – Ricorso in appello innanzi al CGA avverso la sentenza del TAR Sicilia sede di Palermo – Nomina Legale” punto all’O.d.G. conclusosi con l’invito del Presidente a deliberare sulla proposta di rigetto del punto all’O.d.G. che ha ottenuto la stessa votazione del punto precedente.


Rilevato che:

l’ispezione e la conseguente decisione di chiusura della procedura nei fatti non ha determinato una diversa e imparziale conduzione dei lavori del consiglio comunale, anzi, si è ulteriormente compromesso il quadro istituzionale relativamente ai rapporti tra le forze politiche non più riconducibili alla normale dialettica fra i diversi ruoli ricoperti;


Ritenuto che:

a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio comunale è il fratello dell’ex Sindaco sostituito dal Commissario Straordinario, e tale composizione degli assetti istituzionali non aiuta certamente nel determinare condotte imparziali.


Per sapere:


se non ritenga opportuno e urgente, nonostante l’archiviazione del procedimento ispettivo ma stante il perdurare di un condotta irregolare nella gestione del consiglio comunale, porre in essere ogni iniziativa possibile allo scopo di fare in via definitiva luce sulla vicenda sopra decritta e se non ritenga necessario, a seguito di altro intervento ispettivo, giungere alla rimozione del presidente del consiglio comunale di Comitini.



VINCENZO MARINELLO

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12/02/2009

DISEGNO DI LEGGE

N. 366 - Indennità di residenza in favore dei titolari di farmacie aventi sede nelle isole minori



Oddo Camillo (PD), Cracolici Antonino (PD), De Benedictis Roberto (PD), Laccoto Giuseppe (PD), Ferrara Massimo (PD), Digiacomo Giuseppe (PD), Fiorenza Cataldo (PD), Gucciardi Baldassare (PD), Ammatuna Roberto (PD), Faraone Davide (PD), Apprendi Giuseppe (PD), Picciolo Giuseppe (PD), Di Benedetto Giacomo (PD), Lupo Giuseppe (PD), Donegani Michele (PD), Barbagallo Giovanni (PD), Bonomo Mario (PD), Di Guardo Antonino (PD), Marziano Bruno (PD), Panepinto Giovanni (PD), Panarello Filippo (PD), Raia Concetta (PD), Galvagno Michele (PD), Speziale Calogero (PD), Rinaldi Francesco (PD), Marinello Vincenzo (PD), Termine Salvatore (PD), Vitrano Gaspare (PD).

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04/12/2008

INTERROGAZIONE

N. 271 - Riammissione all'accreditamento dei centri privati per l'assistenza ai disabili.


Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

- premesso che il Presidente della Regione avrebbe recentemente annunciato che poco meno di una trentina di centri privati per l'assistenza ai disabili sarebbero stati riammessi all'accreditamento con il servizio sanitario pubblico dopo esserne stati precedentemente esclusi;

- ricordato che per ottenere l'accreditamento occorre superare la verifica dei requisiti strutturali che i centri dovevano dimostrare di possedere alla data del 28 giugno 2007;

- visto che i centri in discussione erano stati esclusi perchè, secondo l'ispettorato dell'Assessorato Sanità,
non avevano superato la prevista verifica;

- rilevato che i problemi di accreditamento segnalati per le strutture di assistenza ai disabili valgono per tutti i settori dell'assistenza sanitaria dove sono state escluse strutture che pure avevano presentato istanza nei termini previsti e, essendo già titolari di convenzione con il SSN, avevano ottenuto l'accreditamento provvisorio;

per sapere:

- se, oltre all'annuncio, sia stato assunto un provvedimento amministrativo di riammissione all'accreditamento;
perchè l'intervento, se è stato formalizzato, abbia riguardato solo le strutture di assistenza ai disabili e non le tante altre strutture che si trovano nelle stesse condizioni;
- come il Governo intenda superare le questioni procedurali, se modificando la legge o procedendo a una nuova verifica sui centri, ed emettere solo successivamente un provvedimento di ammissione all'accreditamento.


MARINELLO - DE BENEDICTIS

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29/10/2008

MOZIONE

N. 68 - Disposizioni in merito al canone di depurazione nei comuni in cui non vi sono i relativi impianti.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

- PREMESSO che la Corte costituzionale, con la sentenza n° 335 dell'11 ottobre 2008, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall'art. 28 della legge 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti 'anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi'; ha dichiarato, altresì, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale dell'art. 155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti 'anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi';

OSSERVATO che nella fattispecie la Corte ha ridisegnato il rapporto tra aziende di servizio e consumatori in merito al canone di depurazione, stabilendo il principio che la quota in questione richiesta sinora a tutti gli utenti della fornitura idrica, a seguito della sentenza della Cassazione n. 96 del 4 gennaio 2005, non configura una tassa ma il corrispettivo di un servizio che, nei casi in cui manchino gli impianti, non viene erogato, con ciò violando l'articolo 3 della Costituzione in quanto discrimina chi paga la tariffa senza ricevere in cambio il servizio;

RITENUTO che, alla luce della presente pronuncia,sia necessario che l'amministrazione regionale, tramite i propri uffici, sin da subito fornisca alle aziende di servizio chiarimenti in merito al canone di depurazione, insieme agli strumenti idonei all'eventuale restituzione delle somme ingiustamente versate dagli utenti alla voce 'quota depurazione e fognature', nei comuni in cui non vi sono i relativi impianti,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

a dare disposizioni tassative perché già dalla prossima bolletta dell'acqua sia eliminata la quota relativa alla depurazione laddove non vi sia o non sia completato, come nel caso più eclatante della città di Palermo, l'allacciamento a depuratori funzionanti, ad aprire una linea di consultazione diretta con i cittadini, che potranno inviare messaggio di posta elettronica per avere assistenza e corretta informazione in merito alla propria città di residenza.

APPRENDI- MARINELLO - DONEGANI-MARZIANO -TERMINE - CAPUTO


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28/10/2008


MOZIONE

N. 67 - Immediata emanazione del decreto assessoriale relativo ai criteri e alle modalità di accesso ai benefici previsti dall'art. 25 della legge regionale n. 1 del 2008 in materia di recupero di edifici situati in centri storici.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

l'art. 25 della l.r. 6 febbraio 2008, n. 1, rubricato 'Recupero degli edifici situati nei centri storici, prevede che l'Assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato a stipulare con gli istituti di credito apposite convenzioni finalizzate alla concessione di mutui ventennali contratti dai proprietari di unità immobiliari da adibire a residenza principale o secondaria del richiedente, ubicati nei centri storici e nelle zone omogenee classificate A nei piani regolatori generali dei comuni della Sicilia, finalizzati alla realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente';
la medesima norma pone, inoltre, a carico del bilancio regionale il costo totale dei relativi interessi ovvero per la rinegoziazione o nuova stipula dei mutui contratti, entro i termini di validità delle graduatorie di cui all'articolo 137 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, dai soggetti utilmente ivi inseriti che non hanno ottenuto il beneficio alla data di scadenza della graduatoria stessa;

CONSIDERATO che al comma 2 del medesimo art. 25 si dispone testualmente che 'Entro 90 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge l'Assessore regionale per i lavori pubblici determina, con proprio decreto, sentito il parere della competente commissione legislativa, i criteri e le modalità di accesso ai benefici di cui al comma 1';

ATTESO che:

a tutt'oggi, ovvero a distanza di quasi 9 mesi dall'entrata in vigore, l'Assessore competente non ha ancora emanato il suddetto decreto, con il quale si sarebbero dovuti stabilire i criteri e le modalità per l'accesso ai benefici della legge, rendendo in tal modo vano un provvedimento varato dal Parlamento con l'obiettivo specifico di favorire il recupero del patrimonio immobiliare storico delle città dell'Isola e la loro rivitalizzazione;
l'inadempienza dell'Assessore, oltre a costituire una grave mancata applicazione della legge, peraltro sollecitata con precedenti interrogazioni parlamentari, preclude, di fatto, le positive ricadute sull'attrazione e sulla crescita turistica nonché economica delle nostre città;
al cospetto 'dell'emergenza abitativa' che vivono i nostri centri urbani, l'applicazione della norma in oggetto costituisce altresì un dovere anche morale nei confronti di quanti, giovani coppie e cittadini, avrebbero modo di uscire dallo stato di senza casa in cui versano, avvantaggiandosi delle condizioni favorevoli pensate dal legislatore per il recupero del patrimonio edilizio esistente,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI

a stabilire con immediatezza i criteri e le modalità di accesso ai benefici previsti dall'art. 25 della l.r. 6 febbraio 2008, n. 1, emanando il decreto di cui al comma 2 del medesimo articolo, previa trasmissione alla competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana per il dovuto parere.


RAIA-CRACOLICI-RINALDI-DE BENEDICTIS- AMMATUNA-BARBAGALLO-BONOMO- DI BENEDETTO-DI GUARDO-FARAONE- FERRARA-FIORENZA- GALVAGNO-GUCCIARDI- LACCOTO-LUPO-MARINELLO-PANARELLO-VITRANO

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22/10/2008

INTERROGAZIONE

N. 185 - Opportune iniziative relative alla risoluzione del pagamento delle rette per il mantenimento di minori stranieri non accompagnati presso comunità alloggio della provincia di Agrigento.


Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali,

premesso che:

ai sensi della legge n. 563/1995, con l'assegnazione della tutela le spese per il mantenimento del minore gravano sugli enti locali ove hanno sede le comunità alloggio, come chiarito nelle note n. 21101/2007 dell'11 luglio 2007 e n. 17124 del 2 settembre 2008 dalla prefettura di Agrigento;
le comunità alloggio presenti sul territorio di Palma di Montechiaro ad oggi vantano un credito complessivo di circa un milione e 500 mila euro e che tale somma, in considerazione dell'aumento del numero di minori presenti, è destinata a crescere in maniera esponenziale, senza, per altro, riuscire ad avere alcuna possibilità circa una reale previsione della spesa;

considerato che:

con la nota n. 21101/2007 la prefettura di Agrigento ha comunicato che le spese effettuate dai comuni sarebbero state conferite agli stessi enti locali con decreto del Ministro a valere sulle risorse disponibili sul fondo nazionale per le politiche ed i servizi di asilo (Cap. 2351.6), mentre nella successiva nota del 2 settembre tale previsione non viene menzionata;
il pagamento delle rette di cui si tratta porterebbe non solo il comune di Palma di Montechiaro, ma anche altri comuni della Provincia, a versare in stato di dissesto finanziario, gravando in maniera pesante sulle casse comunali;

ritenuto che:

appare necessario segnalare il fatto che tali spese non possono essere sostenute esclusivamente da alcuni comuni, trattandosi di un fenomeno - quello dell'immigrazione- con risvolti che riguardano l'intera Comunità internazionale;
numerosi consigli comunali interessati al problema hanno avviato iniziative finalizzate a rappresentare la situazione sia al prefetto di Agrigento che al Governo regionale e a quello nazionale per una risoluzione del problema;

per sapere se non ritenga necessario e urgente

intervenire presso il Ministero dell'interno allo scopo di individuare una rapida soluzione ai problemi sopra rilevati che consenta il normale svolgimento della funzione sociale assegnata alle comunità alloggio.

MARINELLO

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29/07/2008

MOZIONE

N. 26 - Opportune iniziative della Regione siciliana finalizzate al contrasto del fenomeno del racket e dell'usura.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

nonostante i grandi risultati conseguiti dallo Stato con la cattura dei latitanti più pericolosi e lo smantellamento della loro rete di taglieggiatori e fiancheggiatori, nonché la coraggiosa reazione di alcuni commercianti che resistono e reagiscono al condizionamento oppressivo della mafia dimostrando che al 'pizzo' ci si può opporre nonostante il fiorire dell'associazione antiracket e antiusura come 'Addio Pizzo', la presa di posizione delle associazioni imprenditoriali di categoria, quali la Confindustria, la Lega delle cooperative, la CNA, la Confesercenti e la Confcommercio, nonchè della Chiesa e delle scuole abbia contribuito enormemente all'estendersi del tessuto democratico in opposizione ai poteri criminali;
sia pur in presenza dei fatti positivi come sopra delineati, il 10° rapporto di SOS impresa ('le mani della criminalità sull'impresa del 22 ottobre 2007') rileva che il condizionamento esercitato dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso nel tessuto economico del Paese si è esteso e rafforzato rispetto agli anni precedenti: dalla filiera agroalimentare al turismo, dai servizi alle imprese a quelli alla persona, agli appalti, alle forniture pubbliche, al settore immobiliare e finanziario, la presenza del racket si è consolidata in ogni settore economico: i commercianti e gli imprenditori, infatti, subiscono 1300 reati al giorno, praticamente 50 all'ora, quasi 1 al minuto;

RITENUTO che:

vi è consapevolezza diffusa che la liberazione dalle mafie e dal 'pizzo' sia elemento imprescindibile per la reale crescita dell'economia e della società siciliana;
in questa direzione la pubblica amministrazione deve fornire orientamento, sostegno e incoraggiamento agli imprenditori e ai commercianti affinchè si rifiutino di pagare il 'pizzo',

IMPEGNA Il GOVERNO DELLA REGIONE

a predisporre ogni misura atta ad inserire in tutti i bandi e capitolati per l'affidamento di lavori e per l'acquisto di beni e servizi le cosiddette clausole 'sirena' la cui applicazione prevede:
di impegnarsi a denunciare alla stazione appaltante e alle forze dell'ordine qualsiasi tentativo di estorsione ('pizzo', usura, ecc...) o di condizionamento per l'acquisto di materie prime o per noleggio di mezzi e attrezzature, assunzione di manodopera durante il corso dell'appalto e di accettare incondizionatamente la rescissione del contratto d'appalto nel caso in cui l'amministrazione venisse a conoscenza di tali evenienze attraverso atti pubblici o per qualunque altra via istituzionale non riconducibile alla denuncia dell'impresa;
l'esclusione dalla gara di quelle ditte, note all'amministrazione appaltante attraverso atti pubblici, che siano state sottoposte ad estorsione ('pizzo', usura, ecc.) o siano state condizionate per l'acquisto di 'materie prime o per noleggio di mezzi e attrezzature, assunzione di personale senza che le stesse abbiano denunciato alla stazione appaltante medesima o alle forze dell'ordine tale evenienza.

CRACOLICI - ODDO - DONEGANI - MARINELLO - PANARELLO

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24/07/2008

MOZIONE

N. 24 - Iniziative finalizzate al rilancio dell'agricoltura in Sicilia.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che :

l'agricoltura costituisce il primo comparto produttivo dell'Isola nel quale operano un significativo numero di aziende che, in alcuni casi, costituiscono punti di eccellenza dell'intero tessuto imprenditoriale e socio-economico della Regione;

lo sviluppo della forte vocazione agricola della Sicilia in Europa, in primo luogo al centro del Mediterraneo, può essere obiettivo praticabile se vengono assunte scelte in direzione della difesa e valorizzazione della grande qualità delle produzioni, dell'esaltazione del ruolo multifunzionale e ella multiattività dell'agricoltura;

negli ultimi anni le imprese agricole hanno manifestato difficoltà ad operare in un mercato sempre più ampio e concorrenziale in ragione delle numerose problematiche che finiscono per incidere pesantemente sulla via di uno sviluppo possibile;

i problemi contro cui quotidianamente si scontrano gli agricoltori siciliani riguardano, solo per citarne alcuni, la scarsa dotazione infrastrutturale di cui è dotata la nostra Isola, l'innalzamento senza regole dei costi degli idrocarburi, l'eccessiva mole di adempimenti burocratici con il conseguente impoverimento dei redditi e il rischio di un ingresso di moltissime aziende in un'area di marginalità economica dalla quale non uscire più;

RILEVATO che:

occorre prioritariamente stabilire quali interventi di settore assumere in modo organico per evitare di riproporre soluzioni che aggravino la condizione del comparto agricolo in Sicilia perché prive di qualunque visione complessiva delle necessità e dei bisogni a cui fare fronte;

ai fini della definizione di una strategia di lungo periodo, per l'agricoltura siciliana è fondamentale giungere rapidamente alla convocazione di una conferenza agraria regionale come momento di
confronto tra il Governo e le rappresentanze sociali,

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

ad emanare provvedimenti miranti all'azzeramento dell'accise e alla riduzione dell'IVA per i carburanti agricoli che possano pertanto avere costi più contenuti;

ad attuare ogni misura utile a contrastare l'indiscriminato aumento dei prodotti fitosanitari, dei concimi, dei mangimi e delle materie prime per l'agricoltura;

alla definizione di adeguate misure che puntino a incentivare e qualificare l'agricoltura di qualità, a riorganizzare il sistema agroalimentare siciliano, puntando contestualmente a restituire competitività al settore e favorire la ripresa dei consumi;

a realizzare interventi in favore del sostegno alla costituzione e al rafforzamento delle strutture associative per la concentrazione dell'offerta, per una maggiore valorizzazione commerciale dei prodotti anche con valide strategie di marketing, per equilibrare i rapporti di forza dei produttori agricoli e i diversi soggetti della filiera e per la realizzazione di un funzionale sistema di tracciabilità e certificazione della provenienza e della qualità dei prodotti;

alla definizione di un programma di interventi per favorire il miglioramento delle infrastrutture
per il trasporto, lo sviluppo di attrezzate piattaforme logistiche per il condizionamento dei prodotti e per il miglioramento dell'offerta commerciale alla distribuzione organizzata, la realizzazione di moderne infrastrutture e sistemi per il trasporto intermodale necessari ad abbattere i costi di produzione, a ridurre i tempi di consegna nei mercati, a proiettare le nostre produzioni nei mercati in via di espansione, considerando fondamentale in questa direzione l'aeroporto di Comiso quale 'hub' nel Mediterraneo per il trasporto aereo delle produzioni agricole di pregio e di qualità;

all'attuazione organica delle norme riguardanti il riconoscimento e il rafforzamento dei consorzi fidi per il settore agricolo per consentire agevolmente l'accesso al credito agrario per la conduzione aziendale e per gli investimenti;

alla realizzazione di un 'protocollo d'intesa' tra tutte le Forze dell'ordine, le istituzioni regionali, gli enti locali e le organizzazioni del mondo agricolo per contrastare il diffondersi della criminalità organizzata nelle campagne e nei diversi segmenti della filiera agroalimentare e agro-industriale;

alla realizzazione di una 'cabina di regia' tra le organizzazioni agricole e tutti i soggetti istituzionali preposti ai controlli sul commercio dei prodotti agricoli di origine e provenienza extracomunitaria per la verifica dei diversi accordi e delle norme di qualità e salubrità delle produzioni importate;

alla convocazione in tempi rapidi della conferenza agraria regionale come momento di confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali per definire una strategia di lungo periodo per l'agricoltura siciliana;

all'adozione della pratica della concertazione tra le rappresentanze sociali e i rami dell'Amministrazione regionale per consentire un'attuazione del PSR (Piano di sviluppo rurale)attraverso procedure trasparenti e in sintonia con i territori secondo l'impostazione della governance che guida i processi comunitari.

MARINELLO-CRACOLICI-DIBENEDETTO-DIGIACOMO- DI GUARDO - DONEGANI- FARAONE-PANEPINTO-RAIA

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23/07/2008

MOZIONE

N. 18 Interventi a sostegno della pesca.


L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che il Parlamento europeo ha fatto proprio il pacchetto di misure per fare fronte alla crisi del caro gasolio e ai suoi riflessi sulle attività di pesca, ponendolo all'attenzione del Consiglio dei ministri;

RICORDATO che le misure tendono a promuovere l'adeguamento della flotta da pesca dell'UE alle conseguenze economiche del caro gasolio attraverso gli aiuti FEP per l'arresto temporaneo della pesca, misure di ristrutturazione delle flotte per abbatterne i consumi e misure per la riduzione delle flotte stesse attraverso il disarmo parziale e la costruzione di imbarcazioni più piccole per rimpiazzare il 25% della capacità demolita;

VISTI inoltre l'incremento dell'intensità dell'aiuto per equipaggiamento che riduce il consumo di carburante, le consulenze relative ad aspetti energetici e di ristrutturazione, l'estensione, tra i beneficiari ammissibili, anche degli operatori di terra e le ulteriori misure per aumentare il valore aggiunto dei prodotti ittici, l'incremento del de minimis da 30.000 euro a 100.000 per impresa e degli anticipi agli Stati membri per facilitare l'utilizzo dei fondi FEP e la riprogrammazione dei piani operativi nazionali;

CONSIDERATO il decreto-legge n. 114 adottato dal Governo nazionale il 3 luglio 2008 per regolare il
fermo temporaneo e definitivo in rapporto all'urgenza indotta dallo stato di crisi del settore della pesca;

CONSIDERATO ancora che la Sicilia partecipa all'assegnazione dei finanziamenti italiani del
Fondo europeo per la pesca previsti per l'area convergenza con euro 112.989,76 pari al 50% dei fondi disponibili,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

a intervenire in favore dei vari sistemi di pesca non previsti nel decreto-legge 114/2008 del Governo
nazionale disciplinando i periodi di arresto temporaneo mediante un'adeguata e puntuale predisposizione dei piani di gestione locale (di cui all'asse 3 del FEP);

all'urgente predisposizione di misure di fiscalità di vantaggio per i settori produttivi della filiera dell'alimentazione e per l'abbattimento dei costi energetici in considerazione del fatto che in Sicilia (Gela ed Augusta) si raffina il 40% della produzione nazionale di idrocarburi;

a utilizzare i finanziamenti per l'area convergenza assegnati alla Sicilia, così come previsto nelle tabelle FEP nei cinque assi d'intervento;

a procedere al rifinanziamento dell'art. 84 della l.r. n. 17/2004 attraverso la modifica del periodo temporale indicato nel comma 1;

a predisporre con l'industria cantieristica siciliana programmi per la più conveniente utilizzazione delle misure UE previste per la demolizione, riconversione e ammodernamento della flotta peschereccia nel nostro Paese;

a potenziare il monitoraggio del mercato e dei prezzi per sviluppare adeguati strumenti di analisi
della catena del valore e dei prezzi;

a predisporre un piano di interventi utili a favorire l'unione delle organizzazione di produttori e le associazioni di marketing locali per potenziare la posizione di contrattazione dei pescatori nei confronti dell'industria di lavorazione e dei distributori;

a promuovere le iniziative per la qualità attraverso l'etichettatura e migliori sistemi di trasporto e di lavorazione.

MARINELLO-CRACOLICI-AMMATUNA APPRENDI-BARBAGALLO- BONOMO-DE BENEDICTIS- DI BENEDETTO-DI GUARDO- DIGIACOMO-DONEGANI- FARAONE- FERRARA-FIORENZA- GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARZIANO- ODDO- PANARELLO-PANEPINTO- PICCIOLO-RAIA-RINALDI- SPEZIALE-TERMINE-VITRANO

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23/07/2008

INTERPELLANZA

N. 10 - Iniziative in favore della zootecnia.


Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e foreste, premesso che :

il comparto zootecnico siciliano versa oggi in uno stato di crisi derivante prioritariamente dalle ripetute emergenze sanitarie fra cui la BSE, la blue tongue e la brucellosi';

le emergenze sopra rilevate costituiscono solamente una parte dei problemi dal momento che
altri fattori di crisi sono riconducibili all'assenza di potere contrattuale nella fissazione dei prezzi alla stalla per latte e carne e ad una iniqua redistribuzione del valore aggiunto derivante dalle produzioni zootecniche;

ritenuto che dinanzi all'acuirsi della crisi che investe questo settore è possibile adottare alcune soluzioni con l'obiettivo di rendere l'intero comparto meno gravato sul fronte economico pur garantendo in misura uguale la tutela dell'ambiente e la salvaguardia di tutti i livelli di controllo sanitario;

per conoscere:

se non ritengano necessario emanare un decreto che individui zone isolate per l'eliminazione in
loco delle carcasse di animali morti in allevamenti in tutte le aree considerate isolate nelle quali la popolazione animale è scarsa e gli impianti talmente distanti che le disposizioni necessarie per la raccolta ed il trasporto risultano eccessivamente onerose, come definito dal Reg.CE n.1774/2002;

se non ritengano opportuno provvedere alla sospensione dell'efficacia del tariffario unico
regionale fissato dal decreto assessoriale, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. n. 26 del 18 giugno 2004, relativo alla sanità animale per le prestazioni rese dal dipartimento di prevenzione su richiesta dei privati;

quali iniziative si intendano assumere per verificare le modalità di attuazione del programma
straordinario di controllo ed eradicazione della brucellosi ovina e caprina, nonché, una coerente applicazione della nuova normativa comunitaria in materia di igiene, al fine di consentire anche alle piccole aziende di trasformazione che operano con metodi artigianali di utilizzare margini di discrezionalità nell'adozione della normativa europea che possa consentire a queste realtà di rimanere produttive;

se non ritengano opportuno e con quali strumenti intendano promuovere ogni iniziativa utile in favore
degli allevatori che partecipano al piano di attuazione del Piano di sorveglianza sierologica e vaccinale per la febbre catarrale degli ovini (blu tongue).

MARINELLO-APPRENDI-DI BENEDETTO - DONEGANI-PANEPINTO-RAIA-TERMINE

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17/07/2008

INTERROGAZIONE

N. 62 Iniziative urgenti allo scopo di porre fine alle gravi carenze igienico sanitarie dell'ospedale Giovanni Paolo II - ospedali civili riuniti - di Sciacca.


Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità, premesso che:

da alcune settimane si sono ulteriormente aggravate le già precarie condizioni igienico sanitarie dell'ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca e ciò anche in considerazione dell'arrivo della stagione estiva;

all'interno dei reparti vi è una crescente presenza di insetti che rendono impraticabile il normale svolgimento dell'attività sanitaria e, ove si continua ad operare, c'è il concreto rischio di infezioni;

rilevato che da tempo si sono levate vibrate proteste di parenti dei pazienti ricoverati affinchè si provvedesse ad una disinfestazione generale e periodica del nosocomio per migliorarne la condizione sanitaria;

considerato che fronteggiare la crisi della sanità in Sicilia presuppone prioritariamente massicci interventi nelle strutture ospedaliere che puntino a tutelare i pazienti ponendo fine alle condizioni di degrado igienico sanitarie in cui versa la struttura;

per sapere se il Presidente della Regione e/o l'Assessore sia a conoscenza della situazione sin qui delineata e, ove così non fosse, se non ritenga necessario predisporre una ispezione presso il nosocomio in oggetto per verificare quanto esposto;

quando e quali interventi urgenti intendano porre in essere per garantire un'adeguata condizione igienico sanitaria dell'intera struttura sanitaria Giovanni Paolo II di Sciacca, compresa una programmata infestazione dell'ospedale anche in considerazione della zona in cui esso ricade, ovvero alla sommità di un vallone.

VINCENZO MARINELLO

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17/07/2008

Tassa sui rifiuti. Vincenzo Marinello (PD) ai Sindaci: Utilizzate il rimborso IVA per ridurre la TARSU.

“Una buona notizia per i Sindaci e di conseguenza per i cittadini” E’ quanto afferma l’on. Vincenzo Marinello (Pd) in merito alla circolare dell’assessorato alla famiglia che informa i primi cittadini della determinazione di una quota pari a Euro 13.695.000 prelevati dal fondo delle autonomie in favore dei comuni per l’anno 2008 e utilizzabili per il rimborso I.V.A. per servizi non commerciali affidati a soggetti esterni. “ Il rimborso di una quota Iva sui servizi esterni, come per esempio quelli erogati dagli ATO RIFIUTI - sottolinea Marinello – rappresenta una boccata d’ossigeno per le casse comunali, ma non solo. Il provvedimento dell’assessorato alla Famiglia, infatti potrebbe ripercuotersi favorevolmente sui cittadini con una sensibile diminuzione delle tariffe. Per questo – conclude il deputato regionale -. Invito tutti i Comuni ad espletare nel più breve tempo possibile le pratiche necessarie per accedere in tempi brevi al rimborso e i sindaci utilizzare i fondi per ridurre la TARSU ( Tassa sui rifiuti solidi urbani) in attesa dell’entrata in vigore della TIA ( Tassa di igiene ambientale).

Fonte: Ufficio Stampa ARS

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17/07/2008

Sanità. Marinello (PD): carenze igieniche all’Ospedale di Sciacca, l’Assessore predisponga un’ispezione.

“Per fronteggiare la crisi della sanità in Sicilia occorrono massicci interventi che puntino a tutelare i pazienti in modo particolare dalle condizioni di degrado igienico-sanitario in cui versano alcune strutture ospedaliere”. L’on. Vincenzo Marinello (PD) punta l’indice, soprattutto, sulla situazione venutasi a creare all’interno dei reparti dell’ospedale Giovanni Paolo II - Ospedali Riuniti di Sciacca dove, secondo le denunce dei pazienti, una crescente presenza di insetti rende impraticabile il normale svolgimento dell’attività sanitaria. Con un’interrogazione al Presidente della Regione e all’assessore alla sanità, Marinello chiede che venga predisposta al più presto un’ispezione all’interno del nosocomio. “E’ assolutamente necessario – afferma Marinello - un intervento che migliori la condizione sanitaria della struttura garantendo il diritto alla salute dei cittadini”.

Fonte: Ufficio Stampa ARS

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17/06/2008

INTERPELLANZA

N. 3 - Opportune iniziative volte allo snellimento delle procedure per il riconoscimento dell’invalidità civile e la concessione dei trattamenti economici.


Al Presidente della Regione e all’Assessore per la Sanità.

Premesso che:

- il lungo iter previsto per la definizione delle pratiche ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile ha determinato negli ultimi anni un ingolfamento delle pratiche sino al verificarsi, in alcuni casi, della chiusura pratica a decesso avvenuto del beneficiario;

- le lungaggini procedurali sono relative sia alla gestione amministrativa dei trattamenti economici nonché alla predisposizione dei necessari controlli finalizzati alla sussistenza dei requisiti per l’ottenimento del diritto in un passaggio di ruoli e competenze che vede coinvolti diversi soggetti in un arco temporale troppo lungo.

Rilevato che:

- ai sensi dell’art.130, comma 2, del Decreto legislativo n.112 del 31 marzo 1998 sono state conferite alle regioni le funzioni di concessione dei trattamenti economici in favore degli invalidi civili;

- la legge 23 dicembre 2000 n.388 (legge finanziaria 2001), all’art.80, comma 8, riserva alle regioni la facoltà di prevedere che la potestà concessiva dei trattamenti di invalidità civile possa essere esercitata dall’INPS previa stipula di specifici accordi tra le regioni medesime e l’istituto, destinando allo stesso, per il periodo di durata dell’esercizio della potestà concessiva le risorse derivanti dai provvedimenti attuativi dell’articolo 7 del Decreto legislativo n.112/1998;

- in 9 regioni, tra cui la Sardegna, hanno affidato in convenzione all’INPS le funzioni amministrative concernenti la concessione o la revoca delle provvidenze economiche in materia di invalidità civile;

- l’INPS, essendo già investito della funzione di erogazione dei trattamenti economici, può garantire la gestione unitaria del procedimento amministrativo di istruttoria e concessione dei trattamenti economici con idoneo personale e apparato organizzativo presente sull’intero territorio regionale, fermo restando la competenza delle Commissioni mediche presso le ASL per l’accertamento dei requisiti sanitari.

Considerato che:

- in Sicilia per giungere all’affidamento all’INPS delle funzioni di concessione dei trattamenti economici in favore degli invalidi civili, come previsto dal D.Lgs. 112/98 per le regioni a statuto speciale, sono necessarie le norme di attuazione sentita la commissione paritetica Stato-Regione, così come sancito all’articolo 43 dello Statuto speciale della Regione Sicilia, e contestualmente una norma regionale con relativo schema di convenzione e protocollo d’intesa.

Per sapere:

- se non ritenga necessario porre in essere ogni iniziativa volta a perseguire quanto fissato dal Decreto legislativo n.112 del 31 marzo 1998 in materia di invalidità civile a cominciare dalle norme di attuazione e dalla predisposizione di una legge regionale che disciplini in tal senso le provvidenze a favore degli invalidi civili e che restituisca celerità e certezze nelle istruttorie;

- se non ritenga opportuno, parallelamente alla norma, stipulare una CONVENZIONE tra la Regione e l’Inps che disciplini l’affidamento a quest’ultimo delle attività afferenti la concessione o la revoca delle provvidenze economiche in materia di invalidità civile e le relative modalità di attuazione;

- se non ritenga necessario formulare in via preventiva un PROTOCOLLO D’INTESA al fine di garantire un periodo di sperimentazione finalizzato all’applicazione di nuove metodologie organizzative e per giungere ad ottimizzare la qualità dei servizi offerti, fermo restando le necessarie norme di attuazione e gli atti conseguenziali.

Palermo, 17 giugno 2008

Marinello , Cracolici

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04/06/2008

MOZIONE

N. 7 - Opportune iniziative volte a fronteggiare la crisi delle marinerie siciliane


L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

Premesso che :

da diversi anni l’intero comparto della pesca attraversa una crisi strutturale che ha determinato negli ultimi giorni una crescente tensione sino alla cessazione delle attività di pesca;

nei giorni scorsi si è tenuta una importante conferenza di servizi che ha visto coinvolte numerose amministrazioni delle città marinare investite dalla crisi insieme alle associazioni di categoria e ai rappresentanti delle marinerie, degli armatori e pescatori;

la causa principale che ha determinando il tracollo finanziario delle imprese operanti nel settore della pesca è prioritariamente riconducibile al caro gasolio che incide per oltre il 60% fra i costi di gestione;

il costo del gasolio dieci anni fa era di 330 lire al litro, poco più di 0,18 centesimi di euro, nello scorso mese di marzo era di 0,60 centesimi di euro al litro, oggi, ha oltrepassato quota 0,80 centesimi di euro e tende ancora ad aumentare;

l’elevato prezzo del gasolio e gli altri problemi che investono il comparto vanno affrontati per competenza in sede europea mediante la definizione di un preciso piano d’azione, vi sono, tuttavia, provvedimenti urgenti che la Regione può e deve adottare per impedire che la crisi precipiti in via definitiva sino al blocco del comparto e dell’intera filiera agro-alimentare.

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

a procedere all’immediata effettuazione dell’arresto temporaneo dell’attività di pesca, per la difesa e tutela delle risorse alieutiche e la sopravvivenza dell’intera filiera, adottando in tal senso ai fini delle compensazioni finanziarie i piani per il recupero di risorse che rischiano di esaurirsi, così come fissato dall’articolo 175 della L.R. 32/2000;

all’erogazione in tempi rapidi del contributo a percentuale sul costo del gasolio per tutte le imprese di pesca relativamente al 2005, come sancito dal D.D.G. del 14 aprile 2008 pubblicato nella GURS n°19 del 2-5-2008;

a predisporre ogni strumento normativo finalizzato alla copertura del contributo per gli anni 2006, 2007 e 2008 anche mediante modifica dell’articolo 84 della L.R. 17/04 in ottemperanza al regolamento C.E. 6 ottobre 2004 n°1860”nel rispetto della misura del “de minimis”;

ad attivare ogni strumento finalizzato alla realizzazione del credito peschereccio a tasso agevolato, così come previsto per l’artigianato e il commercio, e ad intervenire presso l’IRCAC affinchè sia adottato il nuovo regolamento comunitario in materia di credito sugli aiuti “de minimis” anche in favore del settore della pesca ;

Palermo, 4 giugno 2008

Marinello, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Di Giacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine, Vitrano

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Segreteria Parlamentare On. Vincenzo Marinello
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Tel./Fax: 0925-24378---0925-86885
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